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Mercoledì 01 Luglio 2009 09:42

Innanzitutto un po' di terminologia
ONSHORE: significa che il vento giunge dal mare verso terra, con un angolazione all'incirca di 90° quindi nella stessa direzione delle onde. E' la tipica condizione wave europea. Per allontanarsi da riva e saltare occorre procedere di bolina, mentre il wave riding durante il bordo di rientro viene effettuato in backside.


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Wave Riding Backside: in questo video trovate condizioni nostrane. Il vento è onshore/sideon, infatti vedete come i rider quando vanno al traverso praticamente sono paralleli alle onde.


OFFSHORE: e' il contrario di on-shore ossia il vento spira da terra verso il mare perpendicolarmente. Questa condizione garantisce acqua piatta ed è la condizione ideale per il freeride/race/freestyle. In queste condizioni bisogna fare attenzione a non scarrocciare, in quanto il vento ha la tendenza a spingere la tavola verso il mare aperto.
SIDESHORE: in questo caso la direzione del vento è parallela alla costa e perpendicolare alle onde. Questa è la situazione ottimale per il wave-riding. Queste condizioni si incontrano più facilmente sugli oceani, quando le onde sono originate da tempeste occorse anche molto lontano e sono quindi indipendenti dalla direzione del vento a riva.


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Wave Riding Front Side: In questo video trovate le migliori condizioni per surfare, ovvero con vento sideshore che come vedete arriva da sinistra, parallelo alle onde, ed il rider quando va al traverso è perpendicolare alle onde, le onde si surfano ovviamente sul bordo di ritorno. 

SIDEONSHORE: è la situazione intermedia che si ha quando il vento giunge dal mare con una inclinazione di circa 45° rispetto alla costa.
SIDEOFFSHORE: è la situazione intermedia che si ha quando il vento spira da terra verso il mare con inclinazione di circa 45° rispetto alla costa.
Le vele side shore a parità di metratura sono vele leggermente meno potenti, scaricano più velocemente il vento in eccesso e sono più neutre in quanto, durante le evoluzioni su onde frontali, saranno le onde stesse a spingere la tavola verso l'alto, mentre con le spalle verso le onde, queste spingeranno il surfer e quindi la vela deve essere più scarica, rispetto a condizioni on shore, per permettere l'esecuzione ottimale delle manovre. La base di queste vele è generalmente meno esposta.
Le vele on shore si utilizzano con onde al traverso per cui serve più potenza per effettuare il salto e devono essere meno soggette al depotenziamento della spinta quando si apre la vela perchè non si può godere della spinta che le onde danno quando, in condizioni side, si danno le spalle alle onde.
E adesso? Come affrontare le onde:
Per cimentarsi nelle prime surfate frontside è necessario avere già perso confidenza con le onde e con un pochino di surf backside, ma soprattutto trovare condizioni sideshore con almeno un metro d'onda. Le considerazioni sulla scelta dell'onda con cui giocare sono di fondamentale importanza, ecco alcuni consigli:
- Conta le onde e scegli l'ultima o la penultima del set così eviterai di prendere le altre sulla testa in caso di caduta;
- Il surf da onda o il body board aiutano moltissimo a imparare a leggere le onde e sviluppare il tempismo, ovvero a capire in anticipo come e dove frangeranno per trovarsi sempre nel punto migliore;
- Prima di entrare in acqua fermati cinque minuti ad osservare i local e chi sta già navigando cercando di capire la loro tattica, dove vanno a prendere le onde e dove le lasciano, quando bolinano back side e dove si lanciano front side: le informazioni che potrai acquisire in questo modo ti aiuteranno ad avere un comportamento migliore tra le onde.
Ancora un piccolo trucco utile da sapere prima di entrare in acqua: surfare con le straps un po' più larghe del normale aiuta moltissimo a impostare correttamente il movimento e a sentire meglio la tavola sotto i piedi, anche se dovete fare molta attenzione negli atterraggi dei salti per non danneggiare le caviglie.
Bottom Turn:
Una volta che avete individuato l'onda che volete surfare, cercate di bolinare il più possibile sfruttando proprio la spinta dell'onda fino a quando questa non diventa ripida e sta quasi per frangere. Questa vi permetterà di recuperare in anticipo metri sopravento che poi consumere nella surfata fronside che avviene praticamente al lasco. Infatti alla fine della surfata e a seconda della lunghezza dell'onda vi troverete da molto sottovento a tantissimo sottovento rispetto al punto in cui sarete partiti: bolinare sfruttando la spinta dell'onda vi eviterà di doverlo fare dopo la surfata.
Vediamo ora qual' è la posizione esatta nel Bottom Turn e quando dovete partire. Innanzitutto dovete seguire molto attentamente l'evoluzione dell'onda per prevedere come, dove e quando frangerà. Il concetto è identico a quello del surf da onda: dovete sempre trovarvi nel punto in cui l'onda sta frangendo. Infatti in questo punto l'onda vi darà la massima spinta per eseguire Bottom Turn e Cut Back.
Per partire vi dovete trovare non solo nel punto in cui sta cominciando a frangere, ma anche in cima all'onda, in modo da acquistare la massima velocità durante la discesa. Partire quando l'onda diventa molto ripida e sta per frangere: allargate molto la mano della vela e, con le gambe ben piegate e col corpo proteso in avanti, scendete l'onda al gran lasco e una volta alla base dell'onda impostate il Bottom Turn (attenzione: se l'onda è molto lenta anticipate molto l'impostazione) facendo pressione sul bordo sottovento soprattutto con il piede di poppa (nei Bottom più radicali il piede di prua viene quasi tirato per assecondare la curva), mentre la vela rimane ben cazzata. Con gli occhi continuate a seguire l'evoluzione dell'onda, per capire dove e come frangerà.


Cut Back:
Eseguito il Bottom Turn inizierete a risalire l'onda: mantenete il corpo ben proteso in avanti e preparatevi ad eseguire il Cut Back, cioè la curva in cima all'onda. Man mano che risalite l'onda dovete cominciare a cambiare la pressione sul bordo della tavola, passando da quello sottovento a quello sopravento, ovvero dalla punta dei piedi ai talloni.
Anche il corpo si raddrizza e si porta all'interno della nuova curva. La mano di poppa va riportata più vicino all'albero, per lasciare la vela più neutra in attesa di eseguire il Cut Back vero e proprio. Appena raggiungete la cresta dell'onda eseguite una sforbiciata decisa con le gambe, facendo la maggior parte della pressione con il tallone del piede di poppa.
Contemporaneamente cazzate nuovamente la vela per avere il massimo appoggio durante la curva. Durante l'esecuzione di questa curva repentina il vostro sguardo deve già rivolgersi verso la base dell'onda, cioè la zona dove state per dirigervi: adesso potete raddrizzarvi sulla tavola e prepararvi a un nuovo Bottom Turn.

 

Tattica:
La scelta di surfare un'onda frontside o backside dipende dal tipo di onda (destra o sinistra) e dalla direzione del vento rispetto a come frange l'onda. Una volta deciso di affrontare la vostra onda surfando frontside, a seconda di come frange l'onda dovete decidere come e con quali tempi impostare il Bottom Turn. Mi spiego: un'onda di shore break, che si gonfia rapidamente e altrettanto rapidamente frange (es.le secche di sabbia in molti spot), permette di eseguire un solo e veloce Bottom Turn, per evitare di essere "mangiati" dal lip che subito dopo si abbatterà su di voi.
Al contrario, una lunga onda sinistra in condizioni sideoff mure a sinistra permetterà l'esecuzione di molti Bottom Turn. Anche la tecnica della surfata frontside varia in funzione delle condizioni. Il massimo per surfare è quando il vento arriva leggermente da terra, ovvero sideoff. Le onde diventano liscissime e molto ordinate.
Quando ti lanci al lasco sull'onda acquisti una velocità supersonica, ideale per eseguire aerial e Cut Back estremi. In queste condizioni è molto più semplice eseguire i Bottom e i Cut. Se trovi queste condizioni, molto ricercate, buttati subito in acqua a studiare e godere delle condizioni.
Con il vento leggermente da mare il discorso cambia: surfare frontside diventa molto più impegnativo e richiede una particolare tecnica. Bisogna sfruttare al massimo la spinta dell'onda e, per risalirla dopo aver eseguito i Bottom, devi quasi incrociare i piedi tenendo la vela molto aperta, cosa che risulta generalmente piuttosto difficile da imparare.
Gli errori:
Il primo errore più frequente è di partire alla base dell'onda e non dalla cima, in una specie di strambata, ritrovandosi alla fine della curva circa dieci metri davanti all'onda che si infrange addosso, tanto da perdere la velocità sufficiente per eseguire un Bottom stretto- secondo errore, diretta conseguenza del primo- il quale non permette di risalire in velocità la faccia dell'onda.
Una volta acquisita la tecnica base potete cercare di migliorare il vostro stile con due piccoli accorgimenti. Il primo è allargare molto la mano del boma, cosa che aiuta ad eseguire un Bottom molto radicale. Il secondo è risalire l'onda con la tavola perpendicolare alla stessa onda, cioè con la poppa verso riva: anche in questo caso il vostro stile acquisirà una grande radicalità.
Ok, adesso siete in mezzo alle onde. Cosa fare se restate frullati? Qualche consiglio
Vi siete ritrovati sotto l’onda con l’attrezzatura sopra al viso! Non disperate però, ci sono solo delle piccole accortezze da seguire, eccole di seguito. Di solito la “centrifuga” non dura mai più di 5-15 secondi e solo in rari casi può arrivare a 20, che in condizioni normali sono lunghi quanto uno sbadiglio, ma mentre si plana, magari un po’ soprainvelati e in affanno anche 5 secondi possono sembrare un’eternità!!! Figuriamoci 15 secondi, in quest’ultimo caso si sfiora il limite pericoloso!
Così non dobbiamo mai dimenticarci che in acqua il segreto di una surfata senza problemi è quello di essere sempre rilassati e non farsi mai prendere dal “panico”.. oltre al fatto di essere costanti nella preparazione atletica e nell’apnea, dopo di che dobbiamo solo aspettare che l’onda ci molli!
Il secondo punto è quello di non perdere mai il contatto con la nostra attrezzatura, perché in caso di stanchezza solo lei può assicurarci un sostegno sicuro tra i frangenti.
Ora, se l’onda vi sta frullando, dovete cercare di non mollare l’attrezzatura e di mettervi fra l’onda ed il materiale, non dovete mai trovarvi con il materiale fra il vostro corpo e l’onda, altrimenti l’attrezzatura potrebbe farvi male, prendendosela con voi che stavate in mezzo!…
Per il resto, ovviamente per onde da neofiti e quindi fino a 3 metri d’altezza, aggrappati al boma e affondalo insieme alla vela o senza pensarci troppo, salta dentro la vela e stringiti al boma.
Adesso tocca a voi valutare il momento migliore per partire, ai più fortunati capita di essere frullati dall’ultima onda del set, altrimenti le dovete aspettare tutte e con la tavola perpendicolare alle onde, alzate bene fuori la vela e …ripartite!
Nel caso vi capiti di rompere il piedino, allora prendete subito la tavola sia perché vi può sostenere in casi limite, sia perché vale di più! Poi si cercherà la vela..
Se vi capita poi di surfare su uno spot con il reef, allora dovete cercare di rimanere molto piatti rispetto alla superficie dell’acqua per non “toccare” il fondale, questo tipo di spot comunque è consigliabile a persone esperte.
Vi sarà capitato anche di perdere involontariamente l’attrezzatura.. in questo caso bisognerà adottare la seguente tecnica:
- rannicchiarsi su se stessi con le mani dietro la nuca e le braccia che proteggono la testa.
- non sprecate fiato, ma rilassatevi.
- riemergere solo quando l’onda sarà passata e vi avrà mollato.
Se poi le onde insistono, ricordate che il punto più tranquillo è sotto l’onda e come pesci fatevi uscire le branchie e aspettate agguattati in basso che la tempesta sopra di voi passi…
Una volta riemersi penserete sicuramente: “ma chi me lo ha fatto fare..” ma a chi volete raccontarla… il tempo di uscire, prendere fiato e…le onde sono di nuovo vostre!

Fonte: Belin che Scimmia  

 


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