| Regole “Sanitarie” per una sicura pratica del Windsurf |
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| Scritto da Franco Russo | |||||
| Martedì 08 Dicembre 2009 08:00 | |||||
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Testo Franco Russo - Catania Ipertermia L'ipertermia è un forte aumento della temperatura corporea, conosciuta anche come colpo di calore o colpo di sole. E` una condizione del corpo che può verificarsi per causa di particolari condizioni climatiche tipiche dell´estate, ovvero alta temperatura dell´aria, alta umidità e prolungata esposizione al sole. Sintomi Il metodo più efficace a disposizione del corpo umano per dissipare il calore che lui stesso genera è la sudorazione: essa sottrae calore all'interno del corpo e lo porta sulla superficie cutanea, dove avviene l'evaporazione, che sottrae grandi quantità di calore alla pelle, raffreddandola. La perdita di acqua dovuta alla sudorazione, se non compensata, porta alla disidratazione dell'organismo. A questo punto la vittima smette di sudare, e la temperatura corporea sale rapidamente. Chi subisce un colpo di calore può perdere lucidità e mostrarsi ostile verso i soccorritori: spesso ha mal di testa, e il suo stato può essere scambiato per una intossicazione. La disidratazione riduce la pressione sanguigna e può portare a confusione mentale o svenimento, soprattutto se la vittima si alza in piedi all'improvviso. Primo soccorso Il colpo di calore è una condizione di emergenza, la temperatura della vittima deve essere abbassata immediatamente. È necessario portarlo al fresco e al chiuso, o almeno all'ombra, e rimuovere i vestiti per permettere il raffreddamento passivo della pelle. Si possono usare metodi di raffreddamento attivi: avvolgere la vittima in un asciugamano bagnato in acqua fredda, impacchi freddi alla testa, alla nuca, sul torso a all'inguine aiuteranno ulteriormente il raffreddamento. Il ghiaccio o l'acqua gelida potrebbero assorbire troppo calore e innescare un principio di ipotermia, quindi vanno usati solo in ospedale o se è possibile controllare costantemente la temperatura della vittima. Prevenzione I colpi di calore si possono evitare seguendo alcune precauzioni: Portare vestiti leggeri e ampi per facilitare la traspirazione, mettere cappelli di colori chiari e a tesa larga per tenere fresca la testa, evitare di fare lavori pesanti o esercizi fisici durante le ora più calde, evitare gli interni delle automobili e gli spazi ristretti. Chi svolge un’attività all'aperto deve ricordare che la forte umidità e la luce diretta del sole possono portare a una temperatura percepita di circa 10°C superiore a quella indicata dal termometro. Altrettanto importante è tenere l'organismo bene idratato, bevendo molto per reintegrare i liquidi persi con la traspirazione. Tè e birra hanno un effetto diuretico, ma apporteranno più liquidi di quanti ne facciano perdere: il caffè espresso, il vino e i superalcolici invece no, e per questo vanno evitati. Comunque l'acqua pura e semplice resta di gran lunga la scelta migliore. Ipotermia L'ipotermia o assideramento è una condizione clinica in cui la temperatura corporea di un individuo scende significativamente al di sotto del suo valore normale al punto da ostacolare il metabolismo. Si inizia a parlare di ipotermia quando la temperatura scende al di sotto dei 35°C (95°F): scendendo ancora, al di sotto dei 32°C (90°F) le condizioni metaboliche diventano critiche e, se non si interviene per alzare la temperatura, mortali. Una temperatura corporea sotto i 27°C (80°F) è quasi sempre letale. Esistono due forme di ipotermia: acuta e cronica. La forma acuta, quando la temperatura corporea scende bruscamente (cadute in acque gelate, con temperature dell'aria sottozero) è la più pericolosa; l'ipotermia cronica invece vede la temperatura scendere gradualmente durante un lungo periodo di tempo. Sintomi Brividi (solo nello stadio iniziale) Pelle secca, fredda Battito cardiaco rallentato Respirazione rallentata Forte sonnolenza (può talvolta essere scambiata per ubriachezza) Primo soccorso Il primo soccorso ad una vittima in ipotermia deve essere prestato con molta cautela. Cose da NON FARE: * Strofinare o massaggiare il paziente * Dare da bere alcolici * Usare borse di acqua calda o fare alla vittima un bagno caldo * Trattare geloni o parti in stato di congelamento Tutte queste azioni richiamano la circolazione del sangue verso la pelle, privandone gli organi interni: devono perciò essere evitate. Cose da FARE: * Chiamare il servizio di emergenza ospedaliera * Portare la vittima in un rifugio riparato * Se si può fare rapidamente, togliere eventuali vestiti bagnati e sostituirli con vestiti asciutti * Dividere il calore corporeo con la vittima ponendosi insieme in un letto, o un sacco a pelo * Fornirle cibo e bevande calde non alcoliche Tenere la vittima sotto osservazione ed essere pronti a praticarle la rianimazione cardiopolmonare. È imperativo, se la vittima viene estratta da acque con una temperatura media tra i 5°c - 10°c, tentare di sollevare l'individuo in posizione supina dato che, se lo facesse con le proprie forze, il cuore ne potrebbe risentire sottoponendosi ad uno sforzo eccessivo che potrebbe anche condurre alla morte. Durante l'ipotermia, il cuore diventa molto "suscettibile": un riscaldamento corporeo troppo rapido può provocare improvvise aritmie cardiache. I soccorritori dovrebbero trattare una vittima in grave ipotermia molto dolcemente, senza scossoni, colpi o rumori forti, per non stimolare il cuore e provocare crisi cardiache. Prevenzione Gran parte del calore corporeo si disperde attraverso la testa, quindi l'ipotermia si può prevenire con efficacia con un cappuccio tipo sub. Si possono anche usare dei guanti di tipo marino (quelli da sub) per evitare intorpidimenti delle mani e geloni. Si deve usare una muta idonea per quel tipo di clima avendo cura di chiudere bene la cerniera e di verificare che i polsini e cavigliere tengano. Infine è possibile usare dei calzari per proteggere i piedi dal freddo. Come ultimo consiglio, durante la preparazione dell’attrezzatura, coprirsi bene per non accumulare freddo e mettersi la muta ed i suoi accessori in un luogo ben riparato dal freddo. Disidratazione La disidratazione è uno stato patologico che si instaura quando il bilancio idrico, ovvero quantità di acqua assunta meno l'acqua persa è negativo cioè l'acqua persa è maggiore. Quando si instaura uno stato fisico che innalza il consumo di acqua come l'alta temperatura ambientale l'organismo rimane disidratato e incomincia a funzionare male. Sintomi di disidratazione Esistono due tipi di sintomi principali: Soggettivi, sono quelli che una persona sente a livello personale: * Sete * Fiacchezza, Debolezza, Astenia * Vertigini * Palpitazioni * Ansia Oggettivi, sono quelli rilevabili sul corpo o strumentalmente: * Pelle e mucose asciutte * Ipotensione * Concentrazione degli elettroliti * Diminuzione del volume plasmatico Prevenzione Durante l’esposizione prolungata al sole e durante la pratica degli sport in spiaggia, bere frequentemente acqua, non troppo fredda, per mantenere il corpo idratato. Un integratore idrico - salino, acquistabile in farmacia, è la migliore prevenzione per proteggersi dalla disidratazione. Eritema Il termine eritema indica un'irritazione cutanea che affligge per lo più gli strati esterni della pelle causandone un arrossamento determinato dall’aumentato apporto di sangue ai vasi sanguigni del derma superficiale. Uno dei più comuni eritemi è l'eritema solare, causato da una sovraesposizione del soggetto ai raggi solari. Cause L’eritema si definisce attivo quando esprime la dilatazione dei vasi arteriosi: si presenta di colorito rosso vivo con un aumento della temperatura locale. È definito passivo quando è causato da una stasi venosa, si presenta di colorito rosso-bluastro e con una diminuzione della temperatura locale. L’eritema presenta dimensioni, forma e localizzazione varia, uno dei più comuni eritemi è l'eritema solare, causato da una sovraesposizione del soggetto ai raggi solari. Primo soccorso Se la pelle è arrossata, ma senza vesciche, usate una crema emolliente ed idratante. Se si sono formate vesciche o si tratta di estese scottature, proteggetele con una medicazione sterile inumidita con una leggera soluzione di bicarbonato di sodio (due cucchiai da minestra per ogni litro d’acqua). Non usate pomate grasse. Non esponete al sole le zone scottate finché non sono completamente guarite. Le scottature gravi o estese, in particolare quelle del volto, devono essere curate subito da un medico. Prevenzione Indossare un abbigliamento protettivo come: maglietta, cappellino, occhiali da sole. Usare creme protettive ad elevato fattore di protezione per l'esposizione al sole. Per ulteriori approfondimenti: www.kite-tecnica.it E-mail: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.
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L'ipertermia è un forte aumento della temperatura corporea, conosciuta anche come colpo di calore o colpo di sole. E` una condizione del corpo che può verificarsi per causa di particolari condizioni climatiche tipiche dell´estate, ovvero alta temperatura dell´aria, alta umidità e prolungata esposizione al sole.
L'ipotermia o assideramento è una condizione clinica in cui la temperatura corporea di un individuo scende significativamente al di sotto del suo valore normale al punto da ostacolare il metabolismo. Si inizia a parlare di ipotermia quando la temperatura scende al di sotto dei 35°C (95°F): scendendo ancora, al di sotto dei 32°C (90°F) le condizioni metaboliche diventano critiche e, se non si interviene per alzare la temperatura, mortali. Una temperatura corporea sotto i 27°C (80°F) è quasi sempre letale. Esistono due forme di ipotermia: acuta e cronica. La forma acuta, quando la temperatura corporea scende bruscamente (cadute in acque gelate, con temperature dell'aria sottozero) è la più pericolosa; l'ipotermia cronica invece vede la temperatura scendere gradualmente durante un lungo periodo di tempo.
La disidratazione è uno stato patologico che si instaura quando il bilancio idrico, ovvero quantità di acqua assunta meno l'acqua persa è negativo cioè l'acqua persa è maggiore.
Il termine eritema indica un'irritazione cutanea che affligge per lo più gli strati esterni della pelle causandone un arrossamento determinato dall’aumentato apporto di sangue ai vasi sanguigni del derma superficiale. Uno dei più comuni eritemi è l'eritema solare, causato da una sovraesposizione del soggetto ai raggi solari.