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ABC FOCUS ON MAUI SAILS 2013...INTERVIEW TO BARRY SPANIER PDF Stampa E-mail
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Scritto da ITA-175   
Lunedì 04 Febbraio 2013 08:30

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L'amico g.e.o. ci propone un'altra chiaccherata con Barry Spanier, fondatore e senior sail designer di Maui Sails, su argomenti che spaziano dall'uso dei nuovi materiali laminati per le vele da windsurf all'ultimo modello race del loft Hawaiiano, la TR-9.


*************


ABC:  Ciao Barry, bentornato su ABC!

A quanto vedo la tua azienda, Maui Sails, usa sempre di più i materiali laminati nelle sue vele. Puoi farci un breve riassunto dei diversi laminati che state usando attualmente?

 Barry Spanier Usiamo un tipo normale di materiale laminato da 5 mil prodotto negli USA da Dimension Polyant. È lo X-ply di base e può essere realizzato praticamente in qualunque colore e con molte combinazioni di fili.

Abbiamo anche un materiale basato sul concetto “Small Yarn Light Film” (filo sottile, film leggero) con una colorazione graduata che ha uno spessore del film di soltanto 3 mil. Questo materiale sta trovando posto in un numero sempre maggiore di parti delle vele man mano che si dimostra adeguatamente robusto.

Le finestre delle nostre vele da onda sono realizzate in uno speciale X-ply da 5 o 6 mil con fili a spaziatura allargata, per una durata ottimale rispetto alla funzionalità ed alla zona in cui viene usato (visibilità e resistenza allo strappo).

Infine, usiamo un laminato superleggero ODL04 con base in Technora™ nelle nostre vele da race ed in quelle da onda più leggere.

L'ODL04 è fatto al 100% con fibre in Technora™. È il materiale intrecciato che è alla base di questo materiale ad essere particolarmente costoso. Ora stiamo lavorando ad un nuovo materiale che ne offrirà tutti i benefici ed un costo più contenuto, così sarà un bene per tutti. So che esistono molti materiali definiti “leggeri” che non sono così robusti come il Technora™. Quella roba può sopportare pesanti pestaggi nelle onde con un peso pari alla metà di un X-ply standard. La Ghost XT è molto richiesta per questo motivo ed anche perché la maneggevolezza che deriva dall'abbassamento del braccio di leva del rig è enorme.

 

 

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Nuovi laminati nel 2013 per Maui Sails

 

 

ABC: Così possiamo aspettarci di vedere nel futuro prossimo questo nuovo materiale su cui state lavorando, immagino che a quel punto tutte le vele race saranno in versione “XT”? O pensi che ci sarà sempre un posto per le vele in monofilm, non per motivi economici ma per motivi puramente prestazionali?

 Barry Spanier: Le prestazioni del monofilm sembrano essere ottime per le vele da slalom più piccole. E di sicuro ci saranno materiali 'nuovi' nella collezione da wave e freestyle del 2014 così come il nuovo materiale simile all'ODL04 su cui stiamo lavorando ora. Il tempo minimo per lo sviluppo dei nuovi materiali è sempre di 120 giorni o più, a seconda di quanto vanno bene i test.

 

 

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La Mutant 2013 ....Il monofilm è ormai un ricordo?

 


ABC: State proponendo le versioni “XT” delle vostre vele da race ormai da qualche anno. Di solito offrivate l'opzione nelle misure da 5,9 in su, ma le nuove TR-9 saranno offerte in”XT” solo dalla 8,4 in su. C'è un motivo particolare per questo cambiamento?

 Barry Spanier: Il vantaggio si riduce al diminuire della misura. Un atleta professionista molto sensibile può accorgersene, ma non sono certo che per l'utente medio il prezzo varrebbe il risultato. In una 12,0 la differenza è di quasi 1 kg, ma nelle misure piccole è molto, molto meno. A Micah piaceva la 7,6 XT ma comunque non ne abbiamo vendute molte. Avrei voluto fare una sola gamma, passando al Technora™ dalla 8,4 in su, ma c'era resistenza perché questo avrebbe fatto crescere troppo il prezzo. In mercati come la Francia la gente ama veleggiare ma non ha gli Euro extra. Si troveranno comunque bene con le TR-9 in film e, se non hanno modo di provare una versione XT, possono sognarla.

 

 


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Tr-9 XT per Phil Mc Gain e TR-9 per Micah Buzianis

 

 

ABC:  Quale pensi che sarà il futuro dei materiali laminati nelle vele? Ne vedremo di più, sia nelle Maui Sails che nelle vele concorrenti?

 Barry Spanier:  L'uso dei laminati è cresciuto negli anni a partire dal 1980. La qualità della laminazione e l'adattamento dei materiali ha fatto sì che i clienti li desiderino più del film. Il film è sempre stato percepito come poco durevole, e per questo non mantiene il valore. Oggi esistono poche vele da wave col film 'nascosto' sotto una stampa totale. Nel frattempo la durata della vita delle vele in laminato è cresciuta molto. Si è trattato di un caso piuttosto semplice in cui il mercato ha guidato lo sviluppo dei prodotti e dei materiali. Non c'è ragione di rallentare lo sviluppo dei materiali laminati o di limitarne l'uso, se non per motivi economici.

 

 

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Il profilo della nuova Tr-9 5.5mq

 

 

ABC:  In quale direzione vanno evolvendosi i laminati? Su che tipo di materiali state lavorando per il futuro?

 Barry Spanier: Siamo stati i pionieri nell'uso di un meraviglioso materiale da 3 mil quando abbiamo iniziato la gestione di Gaastra Sails nel 1999. Era il primo dei materiali “Small Yarn Light Film” che facevano alla Dimension Polyant. I fili erano da 500 denari ed i film da 1 ed 1,5 mil. Usare fili più leggeri significava meno spessore e meno colla. Quando abbiamo ridestato il marchio Maui Sails, ci siamo nuovamente rivolti alla Dimension Polyant ed abbiamo concordato una nuova versione di questo con fili leggermente più grossi. Da allora è sempre stato usato come materiale fondamentale per le tasche d'albero delle vele race ed in alcune altre applicazioni e ci ha condotti al laminato graduato. Attualmente stiamo provando una nuova versione di questo materiale con fili più  fitti nell'ordito ed alcuni di quei trucchi speciali che alla Dimension che devono inventare ogni volta che lavorano su un nuovo laminato e devono farne grandi quantità.

 

Devono trovare dei sistemi per ottenere che i fili siano tutti correttamente tesi nella struttura del laminato e per avere tutti i sottili fili allineati correttamente. Con i film sottili c'è poco spazio per gli errori e ci sono molti fili che si svolgono dalle bobine e se alcuni sono troppo tesi fanno arricciare il materiale. I quantitativi minimi di produzione sono alti perché la messa a punto è complicata. Laminare non è semplice se si vogliono buone proprietà estetiche. Questo è il motivo per cui i nuovi laminati di origine Cinese sono sempre pesantemente stampati o stampati tra gli strati, perché così si nasconde l'aspetto estetico impreciso. Il nostro primo quantitativo di SYLF (Small Yarn Light Film) di tanti anni fa richiese in effetti due cicli di produzione per ottenere un risultato utilizzabile. I primi quantitativi erano veramente inadeguati e non era possibile usarli nelle vele, dovettero capire molte cose per farlo funzionare. Con Dimension Polyant ho un lungo rapporto che risale al 1982. La laminazione è fatta al 100% negli USA, in Europa vengono realizzati alcuni materiali per yacht e fanno anche materiali tessuti.

 


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La ricerca nei nuovi tessuti è un Diktat per la veleria hawaiiana

 

 

ABCA proposito del vostro ultimo modello race, la TR_9: puoi dirci come è stata sviluppata dalla TR-8? Avete tenuto d'occhio qualche modello della concorrenza che vi piaceva, o è stata sviluppata basandovi unicamente sui suggerimenti del team?

 Barry Spanier: Facciamo sempre confronti con tutte le vele recenti della concorrenza che possiamo. Non sempre è possibile poter usare le ultime, ma cerchiamo sempre qualcuno che faccia test incrociati con noi. La TR-9 è semplicemente un affinamento degli importanti cambiamenti che abbiamo introdotto nell'allungamento (n. d. t.: “aspect ratio”) della TR-7. La TR-8 ha ricevuto la prima serie di miglioramenti allo shape ed alla tensione dopo aver utilizzato per un anno la nuova outline; e poiché la TR-8 ha dimostrato di essere di nuovo un grosso passo avanti, abbiamo continuato ad applicare le lezioni apprese ed abbiamo fatto un ulteriore grande salto. Alcuni test col GPS hanno dimostrato un miglioramento significativo, costante su diverse misure di vela. Micah è eccitato di ricominciare le competizioni vere e proprie e scoprire se il lavoro svolto da lui e da Phil è riuscito. Stiamo già ascoltando voci secondo cui i primi test dicono che è così.

 

 

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Micah stacca le mani e si gode la stabilità della sua nuova "compagna di giochi"

 

 

ABC:  So che siete riusciti a mantenere nelle vostre nuove vele con “cutout clew” una sensazione “vivace” e “diretta”, nonostante l'enorme range di utilizzo; mentre di solito altre vele della concorrenza con un simile disegno danno una sensazione “gommosa”. Come ci siete riusciti? Forse la specifica flessibilità degli alberi Maui Sails funziona particolarmente bene con il “cutout clew”?

 Barry Spanier: Penso che il cutout clew sia una buona cosa, che è stata supportata più che altro dalla moda e dalla tendenza. Il fatto di poter usare boma più corti fa superare la necessità di averne di più lunghi, rende il rig complessivamente più leggero e non sembra portare grossi cambiamenti finché viene rispettata l'outline lungo la base della vela. Il vento non ama cambiamenti improvvisi nella lunghezza del profilo. Le prime versioni dell'idea a mio avviso sembravano stupide, più una trovata che qualcosa su cui si fosse ragionato a fondo.

 

 

IMG_9637

US-34 spinge a fondo i suoi materiali 2013

 

 

ABC:  Cosa ci dici delle misure da Formula Windsurfing? Sono state sviluppate insieme alle misure da slalom, o seguono una tempistica diversa? Cosa è stato cambiato in quelle?

 Barry Spanier: Le misure da Formula tendenzialmente vengono provate e sviluppate dopo aver completato l'impegno della registrazione per le misure da slalom. Nel realizzarle troviamo dei modi per ottenere la tensione che cerchiamo e la 'reattività' nella balumina e semplicemente mettiamo al lavoro queste idee di shape su una scala più grande. Alcuni dei primi feedback sulle misure da FW dicono che abbiamo centrato anche quel bersaglio. Sfortunatamente, Maui è spesso ventosa e sono in pochi a mantenere una buona attrezzatura da FW, e pochi che praticano con passione come in Europa. Ciononostante, mettiamo tutto l'impegno necessario per ottenere quella sensazione di cui parlavi. Il nostro obiettivo principale quest'anno è stato di aumentare il range nel vento forte delle vele da FW in modo che si possa ottenere di più dalle misure selezionate.


 

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 La versione XT della TR-9 in tutta la sua perfezione

 

 

ABCNel 2012 abbiamo visto  Micah Buzianis, un orco di quasi 100 kg, rivitalizzare le sue prestazioni e terminare in terza posizione nel ranking slalom PWA; e Taty Frans, un freestyler di 75 kg, dimostrare una velocità incredibile anche in confronto ai più forti slalomisti; entrambi usando le stesse vele TR-8. Sembra una dimostrazione abbastanza unica di un modello di vela che si adatta perfettamente bene sia ai pesanti che a chi ha un fisico più normale. Come ci siete riusciti? Pensi che dipenda dall'accuratezza nello sviluppo e nell'affinamento, o da qualche particolare caratteristica dei vostri progetti?

 Barry Spanier: Anzitutto, usiamo un albero che flette più in basso. Io immagino che il 'tip', come viene solitamente chiamato, inizi all'altezza del boma, non al di sopra della metà dell'albero. Il punto del boma è il punto fisso e vogliamo che l'albero sia flessibile in quella zona così che il rig possa reagire come un insieme, non solo nella parte alta. Questo fa sì che il rig dà la sensazione di essere le tue stesse mani, e questa è veramente una cosa che funziona. Questo è anche ciò che lo rende adattabile a diversi pesi corporei, anziché sembrare rigido e duro quando uno è molto più leggero del gorilla per il quale la vela può essere stata sviluppata. Certo, è possibile focalizzarsi sui gorilla e farne dei vincitori, ma preferiamo fare sì che le vele funzionino bene con tutti. Il nostro obiettivo alla Maui Sails (e, quanto a questo, anche quando eravamo alla Neil Pryde ed alla Gaastra) è sempre stato lo stesso. È stato più difficile ottenere la velocità di punta ma nel corso degli anni l'evoluzione dei progetti e la continuità della filosofia ha semplicemente reso le vele migliori e poi ancora migliori. Ora abbiamo una formidabile accelerazione in basso, più una forma stabile in alto che fa velocità … e quest'anno sarà difficile fare di meglio.

 

 

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La gamma di alberi SRS 2013


 

ABC: Micah e Taty hanno bisogno di adottare regolazioni diverse per le rispettive vele, per ottenere il meglio con i loro pesi differenti? O si limitano ad usare misure diverse in una stessa condizione?

 Barry Spanier:  Micah e Taty hanno le loro regolazioni personali ed usano tavole e pinne appropriate per i loro pesi. Micah ha un campo di esperienze molto più ampio, inoltre la sua collezione di pinne è veramente enorme e molto ben testata, di certo molto più di Taty, semplicemente perché ha solo un obiettivo, mentre Taty fa sempre freestyle tutti i giorni ed ha meno tempo e possibilità per un allenarsi con concentrazione. È un talento naturale e le vele sono perfette per lui per manovrare e svicolare tra le boe. Strambano morbide e facili e non lo affaticano mai. Ci sono stati commenti recenti sul nostro forum da quanti hanno ricevuto per primi le TR-9 e sono uniformemente entusiasti dell'equilibrio e del controllo in sovrainvelatura. Se le cose stanno effettivamente così, allora tutti gli sforzi per raggiungere gli obiettivi sono stati ben spesi.

 

 

ABC: Grazie Barry, e ciao!

 Barry Spanier: Aloha!

 

***********

ENGLISH VERSION

 

ABC: I see your company, Maui Sails, is using more and more laminated materials in the sails. Can you please make a brief resume for us about the different laminates you are using today?

Barry Spanier: We use an industry standard 5mil laminate from Dimension Polyant in USA. This is the basic 'XPLY', and can be made in almost any color and with many yarn combinations. We also have a Small Yarn Light Film concept material with a gradient coloration that is 3mil film in total. This material is finding its way into more and more areas of the sails as we determine it is durable enough. The window areas of wave sails are made from custom 5mil and 6mil wide spaced xply, for best durability versus function and location (visibility and tear strength). Finally we use Technora™ ODL04 super light laminate in our race sails and light weight wave sails.

The ODL04 is 100% Technora fibers. It is the scrim material that is the basis of this material that is the extremely expensive part. We are working on a new material now that will offer all the benefits and a better cost so it will be good for all.

I know there are many so called light materials that are not so strong like Technora™. That stuff can take some serious wave bashing at half the weight of standard XPly. The Ghost XT is very popular because of that and the handling that comes from lowering the levered force of the rig is huge.

 

ABC:  So we can expect to see this new material you are working on in the near future, I guess all the race sails will be in “xt” then? Or do you think there will still be room for film sails, based not on economics but purely on film performances?

Barry Spanier: Film performance seems to be fine in the smaller slalom sails. And there will definitely be ‘new’ materials for the wave/freestyle collection 2014 as well as a possible new ODL04 type that we are working on right now. Minimum development time for new materials is always 120 days or more, depending on the success of the trials.

 

ABC: You have been proposing “xt” Technora versions of your race sails since a few years now. You used to offer those in sizes from 5.9 up, but the new TR-9 will be offered in “xt” only from 8.4 up. Is there a specific reason for this change?

Barry Spanier: The advantage is lessened as the size goes down. A very sensitive pro might like it, but I’m not sure the average person would equate the cost with value. In a 12M, the difference is nearly a kg, while in the smaller sails, much less. Micah liked the 7.6 xt but we haven’t sold many of them otherwise. I wanted to make the range just a single product, changing at 8.4 to Technora™,

but there was resistance to this because it made the price go up too much. In markets like France people love to sail but don't have the extra euros. They will still love a film TR-9, and if there is no experience using an XT version, they can dream about it.

 

ABC:  What in your view will be the future in the use of laminated materials for sails? Are we going to see more of this, in Maui Sails products and in others?

Barry Spanier:  The use of laminates has grown over the years since 1980. The quality of the lamination and the adaptation of the materials has made consumers want this more than film. Film was always perceived as not being durable, and thus did not hold value. Now there are few film wave sails with the film ‘hidden’ by total printing. Meanwhile the lifespan of the laminate sails has gone way up. It was a pretty simple case of the market driving the products and the material development. There is no reason to stop the development of laminate materials or limit their use, unless dictated by pure economics.

 

ABC:  And, in which direction are laminates evolving? What kind of materials are you working on for the future?

Barry Spanier: We pioneered a wonderful 3mil material when we began our management of Gaastra sails in 1999. It was the first of the small yarn/ light film things they did at Dimension. The yarns were 500 denier and the films were 1 and 1.5mil. Using the lighter yarn meant less thickness and less glue. When we revived the Maui Sails brand, we went back to Dimension and arranged another version of this with slightly heavier yarns. That has been a staple material in race sail sleeves and a few other applications ever since and it led us into the gradient laminate. We are currently trialing a new version of this with tighter warp yarns and some special Dimension tweaks that they figure out each time they work up some new laminate and run big quantities.

They must figure ways to have the yarns all be tensioned correctly within the laminate structure, to have the small yarns all aligned correctly. With the light weight films there is little room for error and there are many yarns running off spools and if any are tight they wrinkle the cloth. Production minimums are much higher because the setup is harder. Laminating is not easy if you want to have good visual properties. This is why the new Chinese laminates are always heavily printed or printed inside the layers because that hides the fuzzy visual thing. Our first round of SYLF so many years ago actually took two product cycles to get useable output.  The first rounds were really bad and not possible to make sails with and they had to do a lot of figuring to make that work.

I have a long relationship with Dimension that goes back to 1982. The laminating is almost 100% done in USA with some yacht stuff made in Europe and they make woven fiber materials as well.

 

ABC:  What about your latest race design, the TR-9: can you tell us how it was developed from the TR-8? Did you keep an eye on any competitor's design of your liking, or was it developed only based upon your racing team's suggestions?

Barry Spanier: We always test against as many recent competitor’s sails as possible. It’s not always easy to be able to use the latest, but we are always looking for someone who will cross test with us. TR-9 is simply a refinement of the bigger changes we made to aspect ratio in the TR-7. TR-8 got the first round of shaping and tension upgrades as we used the new outline for a year, and then the TR-8 proved to be such an improvement again, we then continued to apply the lessons and made another big jump. Some of the GPS testing showed significant improvement, consistent through a number of sizes. Micah is amping to get into real racing and find out if the work he and Phil have done is the real thing. We are already hearing some rumors coming back that outside testing is showing it to be true.

 

ABC:  I see that you were able to retain a “crisp”, “direct” feeling in your new “cutout clew” sails, despite the huge wind range; while usually other competitor's sails with similar designs have a “spongy” feeling. How did you manage that? Maybe the Maui Sails specific mast bend works especially well with the “cutout clew”?

Barry Spanier:  I think the cutout clew is OK, and it has been something driven more by fashion and trend than much else. Being able to use shorter booms makes the need for the longer ones drift into the past, makes the rig weigh less overall, and it doesn’t seem to change much as long as you respect the outline along the foot. Wind doesn’t like abrupt changes in foil length. The earliest versions of this idea just looked stupid in my opinion, more a gimmick than something that was completely thought through.

 

ABC: What about the Formula Windsurfing sail sizes? Where those developed together with the slalom sizes, or do those follow a different timing? What are the changes in those?

Barry Sanier:  Formula sizes tend to be tested and developed after the commitment to the PWA registration is met for the slalom sizes. In making them we find ways to get the tension we want and the ‘reaction’ in the leech and we simply put those shaping idea to work on a bigger scale. Some of the early feedback on the FW sizes says we have been hitting that target well to. Unfortunately, Maui is often very windy and there are few people here who even maintain good FW equipment, and few who do it as passionately as in Europe. Nevertheless, we put as much effort as we need to in order to get that feel you speak about. Our main goal this year has been to increase high end range in the FW sails so you can get more out of the choices.

 

ABC:  During 2012 we witnessed both Micah Buzianis, an almost 100 kg hulk, revitalizing his performances and finishing 3rd in the PWA slalom ranking; and Taty Frans, a 75 kg freestyler, show incredible speed even against the top slalom guys; both using the same TR-8 sails. It seems quite an unique evidence of a sail model adapting perfectly well to both heavyweights and more usual body frames. How did you manage that? Do you think this comes from careful development and refining, or from some specific feature of your designs?

Barry Spanier:  First, we use a mast that bends lower down. I imagine the mast ‘tip’ as people seem to call it, beginning right at the boom, not above the middle of the mast. The boom point is the fixed point and you want the mast to be flexible through this area so the rig can react as a whole, not just in the top. This makes the whole rig feel like it is your hands, and that it is really one single functioning thing. This is also what makes it adaptable for different body weights, and not feeling stiff and hard if you are much lighter than the gorilla the sail might be developed for. Yes, you can focus on the gorilla guys and make them winners, but we prefer to make the sails be working well for all. Our focus at MauiSails (and for that matter, when we were at NP and Gaastra, has always been the same. It has been more difficult to build in the high end speed but over the years the evolution of the designs and continuity of the philosophy has simply made the sails better and better. Now we have the killer low end and acceleration, plus a stable high end form that speeds... and this year it’s going to be tough to beat.

 

ABC:  Do Micah and Taty need to adopt different setups in their sails, in order to get the best out of those at their different body weights? Or do they just use different sail sizes for a given weather condition?

Barry Spanier:  Micah and Taty tune for themselves and use appropriate boards and fins for their weight. Micah has a much bigger range of experience, plus his fin collection is really huge and heavily tested, I’m sure much more than Taty, simply because he has only the single focus, whereas Taty is still practicing freestyle every day, and has less time and opportunity for concentrated training. He is a natural talent and the sails are perfect for him to maneuver and sneak around the corners. They jibe soft and easy and never disrupt him. There have been recent comments on our forum from early recipients of the TR-9 and they are uniformly enthusiastic about the balance and control when overpowered. If this is the case, then all the efforts to reach the goals are well spent.

 

ABC: Thank you Barry, ciao!

Barry Spanier: Aloha!


Intervista in esclusiva per Abc Windsurf by GEO

Photo credits: Maui Sails

Commenti
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speedknots (Registered) 2013-02-04 14:10:48

La prima foto di copertina del articolo rapresenterebbe il centro di ricerca mauisails, ossia un garage
re:
dismission (Registered) 2013-02-04 22:30:47

speedknots ha scritto:
La prima foto di copertina del articolo rapresenterebbe il centro di ricerca mauisails, ossia un garage


....io vedo un plotter da taglio da almeno 5 metri e 5000Euro e sicuramente dietro al bancone c'è una macchina da cucire da altri 3000Euro poi c'è dal materiale a destra tipo monofilm e altro...
io lo vorrei un garage attrazzato così!

in ogni caso è il tipico loft/laboratorio in cui si realizzano e modificano prototipi, quindi non capisco
il tuo commento...spiegami cosa ti aspettavi...
re:
elsurfero (Registered) 2013-02-04 22:44:32

speedknots ha scritto:
La prima foto di copertina del articolo rapresenterebbe il centro di ricerca mauisails, ossia un garage


La solita polemica sterile di chi non e' capace neanche a salire sulla tavola e si da un nickname di cui ignora il significato!!!
speedknots (Registered) 2013-02-05 08:46:11

No, non è una critica, è una semplice constatazione :D
.g.e.o. (Registered) 2013-02-05 11:05:23

Bah.

Di sicuro se la MauiSails adottasse le stesse politiche di "certe altre marche", spendendo cifre paragonabili in loft, attrezzature, marketing, race team, eccetera eccetera, ammesso che ne avesse la possibilità economica, le sue vele finirebbero per costare quanto quelle di "certe altre marche". E non so nemmeno se continuerebbero ad andare come vanno ora.
A me il modo di lavorare di MauiSails sembra ottimale: poca gente esperta e competente come nessun altro, tutti motivati e felici di ciò che fanno, mezzi adeguati, nulla di più, nulla che non serva. Efficienza e pulizia, anche mentale.

Quando compro una vela nuova mi interessa la vela, non il loft o garage che sia. Se poi un tizio preferisce pensare alle dimensioni del loft, beh, ci sono velerie che ne hanno di enormemente più grandi ed attrezzati rispetto a MauiSails, quindi deve solo accomodarsi. Cosa se ne facciano certe velerie di tanta roba, però, non mi è chiaro.
soulrider (79.1.139.xxx) 2013-02-05 20:03:08

Ma siamo ancora qui a discutere sulle capacita' di quest'uomo ? Barry Spanier ha fatto la storia del windsurf , tutto il resto sono palle !
racer (Registered) 2013-02-07 11:51:23

lo sciocco guarda il dito
il sapiente la luna
don babbeo
speedknots (Registered) 2013-02-07 16:36:08

E' proprio quello che volevo intendere io dicendo "La prima foto di copertina del articolo rapresenterebbe il centro di ricerca mauisails, ossia un garage "

voleva significare che nonostante un buco di laboratorio riescono a realizzare un ottimo prodotto :D

speedknots (Registered) 2013-02-07 16:37:19

forse non mi sono spiegato o forse non avete inteso.......
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