| Challenger Sails Mach2: con Andrea Baldini per una run da 50 nodi! |
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| Scritto da ABC Windsurf | |||||||||||||||||||||
| Martedì 17 Gennaio 2012 07:00 | |||||||||||||||||||||
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Le Aero + 2012 CHS sono costate alla veleria di Senigallia quasi cento prototipi per arrivare ad un prodotto racing dove niente sembra essere lasciato al caso. La racing di casa CHS 2012 è fatta strizzando l'occhio allo slalom: quindi ripartenze in planata, leggerezza totale, rotazione dei camber , penna alleggerita, bugna alla giusta altezza per non toccare l'acqua, steccatura perfetta per ogni misura ecc. ecc. con in più doti velocistiche da formula1!!! E non è finita, per chi si volesse sentire ancora più al centro dell'attenzione o avesse l'esigenza di avere il proprio progetto personalizzato, c'è la linea custom.... A questo punto mancava solo la ciliegina sulla torta: quella per realizzare il sogno che accomuna la Challenger ed il Principe in un unico respiro: 50 kts sulla run....ed ecco che nasce il progetto Mach2. Era una serata intensa di aprile 2010 , con Anders e il Principe a Senigallia insieme al Bargi (e con Claudio Badiali come direttore d'orchestra), si era pensato di fare 6 vele asimmetriche( 3 per Anders e tre per il Principe) con l'obiettivo di realizzare qualcosa di grande in Namibia. Poi visto che questo progetto sarebbe rimasto fine a se stesso non si è passati alla fase realizzativa e sono andati in Namibia con vele Custom ma dal profilo "normale" 4.5, 4.7, 5.0, 5.3, 5,7. 6.4 Verso la metà del 2011 quando ormai la prima infornata di Aero+ 2012 era pronta ecco che arriva l'idea di un nuovo progetto, Mach2: un profilo alare che funziona si su di una sola mura ma non rende la vela asimmetrica potendo senza intralcio navigare sulle altre mura e strambare normalissimamente......L'idea del Badiali è di quelle illuminate: un optional per chiunque da mettere sulle proprie Aero+......e provare l'emozione della velocità!!! A questo punto ho fatto via mail la domanda di rito al Maestro Badiali e poi ho incontrato a Roma il Principe per una breve intervista: K) Claudio Badiali genio della lampada o artigiano di rango con la propensione all'inventiva? -Bad: Come dimostrato con i catamarani nell'ultima Coppa America, le vele a doppia superficie sono più efficienti e performanti delle tradizionali vele monosuperfice. Tutti i profili alari (vele incluse) sono formati da un intradosso e da un estradosso. Nelle vele, per intenderci, l'intradosso è il lato sopravvento e l'estradosso è il lato sottovento. Per il principio per cui una vela avanza, quanto più è retto (piatto) l'intradosso tanto più la vela è efficiente e performante. Le tradizionali vele monosuperfice, hanno al massimo una tasca d'albero molto larga (slalom/speed/race) che in buona percentuale ne agevola e migliora le prestazioni. Con l'applicazione di questa membrana sottilissima sull'intradosso della vela speed andiamo a sfruttare al 100% le potenzialità che essa può esprimere. K) Principe, tu che ne pensi, hai avuto modo di provarla? Pr: Io penso che i sogni sono una cosa meravigliosa....a volte si realizzano......bisogna crederci e fare di tutto per guadagnare ogni piccolo miglioramento che le nostre conoscenze ci permettono di raggiungere. Si ho avuto modo di provarla ...ma non a fondo....e penso che funziona! K): Dove e quando l'hai provata? Pr: A west Kirby lo scorso 4 Gennaio.....ho perso per poche ore una condizione da sogno: sarei dovuto arrivare alle 13 del 3 Gennaio a Liverpool ma un malore ha colto una ragazza 1 ora prima di arrivare a destinazione e il Capitano no se l'è sentita di procedere per l'Inghilterra facendo rotta su Strasburgo dove siamo stati buone 3 ore...almeno il malore sembra non avuto conseguenze gravi ..... Il giorno dopo, sotto una bella pioggia battente il vento non ne ha voluto sapere di soffiare a più di 25kts... Mi ero portato solo la 5.0 ed il 42/ (windfinder dava "NERO" ...) faticando un po' sono riuscito a fare 4-5 run ed ho avuto una piacevole sensazione di leggerezza nelle mani. Il vento circolava più velocemente nell'intradosso favorendo sensibilmente l'uscita dell'aria verso l'alto con conseguente aumento dell'accelerazione! Insomma....ancora è da metter a punto al 100%.....ma il giocattolo sembra da primo premio della riffa di Capodanno!!!!!!!!!!!!!!!!! K) quindi sei entusiasta? Pr: Certo che si......considerando che i vantaggi sensibili in termini di velocità si dovrebbero sentire dopo i 40 nodi (velocità dopo la quale si comincia ad essere meno efficienti). Ho sentito leggerezza nelle mani e maggior fluidità già dalle prime planate! K) Pensi che questo tipo di progetto sia importante per realizzare il vostro obiettivo al Canale in Francia o in Namibia? Pr: Ancora un altro si ! Nei Canali stretti come Stes Maries è molto più difficile accelerare rispetto a posti come La franqui o West Kirby o qualsiasi altro spot "piatto" in Olanda , Germania ecc. Al Canale sei obbligato a tenere un percorso in linea retta per tutta la lunghezza del run mentre a WK e negli altri speed spot, puoi partire al traverso e come la raffica ti avvolge nella sua furia, hai la possibilità di poggiare decisamente creando un effetto fionda (slingshotting, o to bare-off) che ha il duplice fine di alleggerire la pressione del vento dalle tue mani e far aumentare in modo significativo la velocità. Nel Canale non ti puoi" difendere" o "attaccare" così; puoi solo andare dritto e devi fronteggiare la furia del vento senza pudore alcuno! Per questo si rende necessario il cercare qualcosa che ti aiuti a far circolare l'aria nella vela rendendo gestibile e quindi efficiente la situazione senza dover ricorrere a "slingshottamenti" vari. Due anni fa a Dungarvan ho fatto 40,4 su una run dritta e 42,66 per 2 secondi con la 7 metri di serie CHS 2009 ...parametrandola alla 5.0, i 50kts sono possibili....ma serviva qualcosa di diverso...un qualcosa fruibile da tutti che potesse essere di aiuto per spostare in avanti le barriere dell'efficienza nel windsurf. K) Allora come dicono in Inghilterra: all the best dude! Pr: Grazie, ce la mettiamo tutta. Un saluto affettuoso a tutti i lettori di ABC...un sempre grazie di cuore a Claudio a Mario e Francesco....insomma alla Challenger (che stanno facendo tutto...e anche dippiù!) e un saluto affettuoso a tutti gli appassionati di Velocità e di Windsurf in genere, Forever Speed!!! Intervista a cura di Karim Cirillo
Foto: Gopro Courtesy, Patrick Pollak
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