THE LEGENDARY SAILMAKER: INTERVIEW TO BARRY SPANIER by GEO PDF Stampa E-mail
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Scritto da ITA-175   
Venerdì 11 Giugno 2010 08:00

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 Barry Spanier non dovrebbe avere bisogno di presentazioni: è una delle leggende viventi del windsurf. Californiano di nascita, con sangue Tedesco e probabilmente acqua salata che scorrono nelle sue vene, si appassiona alla vela sin da piccolo ed il vento e l'oceano segneranno tutta la sua vita. Dopo che avventurose peripezie interruppero la sua vita di vagabondo degli Oceani, si ritrovò a Maui con solo una macchina da cucire e, per sopravvivere, aprì un laboratorio di riparazioni di tendalini e vele. Il destino ancora una volta si mise in mezzo: un ciclone devastò la flotta da diporto dell'isola e Barry una mattina si svegliò senza più clienti. Ma i pionieri di un nuovo sport bussarono alla porta della Maui Sails: avevano bisogno di riparazioni per le loro vele devastate dal reef di Ho'okipa. Barry si rese conto dei limiti delle vele di allora e propose loro di farne di nuove... Da allora, la mente prolifica di Barry ha prodotto o sviluppato tante di quelle innovazioni che, senza di esse, probabilmente nessuno di noi riuscirebbe a divertirsi con un windsurf: vele con ferzi verticali e radiali, camber inducer a bassa pressione (attualmente non se ne usano di diversi), trapezio a seggiolino, il sistema RAF, alberi in carbonio, outline "fat head" (da cui derivano praticamente tutte le vele che usiamo) e sicuramente dimentico ancora qualcosa.
Le vele di Barry sono pietre miliari nella storia del nostro sport: dalle prime Tri-Panel del "Re di Ho'okipa" Mike Waltze, attraverso le Tri-Radial, le Wing da velocità con cui Fred Haywood per la prima volta percorse 500 metri a 30 nodi, le RAF Wave di Mark Angulo, le RAF Speed, poi le vele di Bjoern Dunkerbeck: le rivoluzionarie World Cup Slalom e le successive versioni MkII, MkIII ed MkIV, le Combat Wave, le varie VX; e ancora le Nitro dei fratelli Pritchard, fino alle Maui Sails TR usate da Kevin Pritchard per combattere il primato di Albeau nel circuito PWA.
Barry ha le idee molto chiare su cosa funziona veramente e cosa è solo marketing, e non ha problemi a raccontarcelo in questa intervista.


GEO: Buongiorno Barry, benvenuto su ABC Windsurf. Potresti fare un breve riassunto della tua esperienza nel settore del windsurf per i nostri lettori (beh, meglio 'molto breve' nel tuo caso...), e dire loro di cosa ti occupi ora?
BARRY: Nel 1978 ho fondato la Spanier & Bourne Sailmakers a Maui (meglio nota come Maui Sails) con un socio, Geoff Bourne. Nel 1982 siamo stati nominati il gruppo di progettazione esclusivo per Neil Pryde Sails ed infine abbiamo venduto l'attività a Neil nel 1996, continuando a lavorare come impiegati per lui fino al 1998. Durante quel periodo ho progettato gran parte delle collezioni di vele della Neil Pryde, tra cui tutte le vele da competizione usate ta Bjoern Dunkerbeck per vincere undici Campionati del Mondo.
Nel 1999, lavorando con Phil McGain, Scott Fenton, Matt Pritchard e Kevin Pritchard come "The Team", abbiamo preso la gestione dei prodotti da windsurf del marchio Gaastra occupandici di tutta la progettazione dei prodotti, del marketing, della promozione, delle vendite e degli atleti. Abbiamo vinto il Campionato del Mondo nel 2000 con Kevin Pritchard, impedendo così a Dunkerbeck di ottenerlo per la 13 volta consecutiva.
Nel 2005, dopo il licenziamento da parte di Gaastra, la Maui Sails è risorta dalla sua condizione di marchio dormiente ed è stata rivitalizzata. Ora il lavoro continua e la nostra esperienza sta producendo risultati.


GEO: So che attualmente ci sono diverse cose che ti tengono impegnato, oltre all'attività con le vele da windsurf. Puoi raccontarci qualcosa della tua vita al di fuori del windsurf?
BARRY: Ho trovato molta soddisfazione anche nello scrivere racconti e nel lavorare a sceneggiature cinematografiche. Sono cose che non stanno dando risultati concreti ma hanno portato a progetti interessanti come Commercial Sail Associates (www.commercial-sail-associates.com) ed una serie di esperienze di rilassamento sul web destinate a persone con problemi legati allo stress (www.lifehut.com). Lifehut è particolarmente fruibile e sembra che stia ottenendo qualche visibilità.
Probabilmente la cosa più divertente che abbiamo fatto di recente è stata la scrittura e la pubblicazione di un libro sulla mia vita come giovane vagabondo dell'Oceano. Si basa su una raccolta di lettere che scrissi a mia madre durante un periodo di quattro anni, e trasporta il lettore lungo il fantastico viaggio di una vita. "Dear Mom – The Bare Chronicles" è la storia che ho senmpre voluto rccontare, ed ora è disponibile.
Di recente ho potuto anche tornare a navigare a vela, come conseguenza dell'acquisto di uno yacht da crociera di 42 piedi del 1974 che aveva bisogno di molto lavoro. Durante gli ultimi otto mesi mia moglie ed io abbiamo completamente ricostruito l'interno e fatto molti altri necessari miglioramenti con l'idea di riuscire ad integrare la barca nel nostro lavoro con la ditta di windsurf utilizzandola per progetti fotografici e per esplorazioni dell'isola.


GEO:Dopo tanti anni di progettazione di vele da windsurf di prima categoria, che cosa è rimasto uguale nel tuo modo di progettare e che cosa è cambiato di più, da quando hai cominciato a vincere titoli mondiali?
BARRY: Effettivamente, la maggior parte delle caratteristiche strutturali sviluppate nei primi anni Ottanta rappresentano ancora la base della nostra attuale architettura delle vele; ferzi anteriori ("luff panels", ferzi verticali di ralinga; n. d. r.) a tutta lunghezza, taglio orizzontale, vele da onda di tipo RAF, e generalmente l'obiettivo di una bassa tensione del rig ma sempre sviluppando una buona tensione superficiale con un feel morbido. I metodi di shaping (dare forma alla vela attraverso le cuciture, n. d. t.) ed i valori numerici sono sempre simili, solo più raffinati grazie a strumenti di progettazione moderni nel computer ed il continuo aumento dei dati di riferimento.


GEO: Quanto di tutto ciò è dovuto ad evoluzione effettiva, e quanto ai cambiamenti nelle condizioni di gara e nei percorsi?
BARRY: È tutta solo evoluzione. Le competizioni sono cambiate ma le vele semplicemente si adattano quando ciò accade. Gli strumenti per conferire lo shape alla vela e l'architettura restano le stesse. Le vele sono cresciute in dimensioni a causa dei cambiamenti di tavola/pinna/percorso, ma il modo di disegnarle non è affatto cambiato gran che.


GEO: Le tue vele sono sempre state dei progetti straordinari, e la collezione Maui Sails di oggi non fa eccezione; tuttavia, le tue vele sono sempre apparse particolari da molti punti di vista. Puoi descrivere in cosa i tuoi progetti differiscono maggiormente in confronto alla concorrenza, e quali sono i relativi vantaggi?
BARRY: Se sembrare 'particolari' significa semplici e puliti senza cose come stupidi trucchetti di marketing, allora immagino che questo sia vero. Il marketing è la morte di tutto ciò che è vero. Quando vedo tutte quelle cavolate di cutaways, assurdi outline di balumina, od altra roba strana che sarà sparita con la prossima stagione senza mai venire veramente spiegata, io mi metto a ridere. Per noi, linee semplici e continue ed una tensione regolare e costante sono il segreto per un buon divertimento ed una navigazione efficiente. Quando sembra che ogni marca stia facendo le stesse cose soltanto perché lo fanno gli altri, allora si può star certi che nessuno sa veramente che cosa è giusto.


GEO: In effetti le tue vele si distinguono per il fatto di non avere "caratteristiche speciali", cose che potrebbero essere realizzate senza problemi ma i cui vantaggi sarebbero dubbi, seppure ce ne fossero. Tuttavia, i tuoi progetti sembrano spesso andare in direzioni diverse dalla maggior parte degli altri. Proprio ora, per esempio, i tuoi concorrenti più forti dimostrano di andare verso outline delle vele "compatte" con A/R (rapporto d'aspetto, o allungamento; n. d. r.) molto bassi; allo stesso tempo, le tue vele da race hanno mantenuto grosso modo la stessa outline per anni, con una tendenza verso un leggero incremento dell'A/R. Dato che nuotare controcorrente di solito è più faticoso, deve esserci qualche ragione. Puoi spiegarci il tuo punto di vista in merito?
BARRY: Penso che i nostri progetti hanno sempre avuto boma più lunghi ed outline compatte, specialmente le vele da onda. Per quanto riguarda le vele race, c'è voluto molto tempo per evolvere queste forme e sappiamo che funzionano molto bene. A meno che non si sappia con certezza dai test che una soluzione nuova supererà la vecchia, cambiarla per la produzione rappresenta solo un esperimento pagato dai clienti. Ci vogliono anni per diventare sicuri di una forma perché ci sono semplicemente troppe misure, tipologie e condizioni per testare adeguatamente durante un breve ciclo di sviluppo. La tendenza a cambiare sempre tutto ogni anno non è affatto ragionevole.


GEO: Le tue vele race, le TR-6 e le loro progenitrici, si montano con una tensione di caricabasso relativamente ridotta. Questo è controintuitivo, perché generalmente si considera che le vele da competizione abbiano bisogno di una fortissima tensione di caricabasso per essere stabili. Puoi spiegarci come è possibile ottenere stabilità e prestazioni adeguate con una tensione di caricabasso ridotta?
BARRY: Non serve che la tensione di caricabasso sia elevata per avere una buona tensione sulla superficie della vela. Per ogni rigidità e lunghezza d'albero esiste una tensione ideale che farà piegare l'albero abbastanza da mantenere stabile la vela mentre lo shaping, se realizzato correttamente, darà il twist adatto al range di vento desiderato. Questo è il motivo per cui abbiamo usato una cella di carico (strumento per misurare la tensione applicata, in questo caso, al caricabasso, n. d. t.) per calibrare i progetti e mantenere la giusta tensione da misura a misura, senza congetture. Se hai un modello che va forte, diciamo una 7,0, e vuoi che la 6,6 e la 7,6 siano simili in comportamento e prestazioni, allora idealmente vorrai che la tensione di caricabasso si mantenga in un range che abbia senso. Per esempio, se la 6,6 richiedesse molta più tensione che la 7,0 o qualcosa del genere, allora ci sarebbe di sicuro qualcosa da rivedere per mantenere i valori in un range correttamente incrementato o ridotto.


GEO: Parliamo dei materiali. Da questo punto di vista sembri piuttosto tradizionalista: le tue vele da competizione sono completamente in monofilm, mentre vediamo la concorrenza che spesso adotta soluzioni diverse. Vediamo molto film nero, colorato o metallescente, laminati bianchi, e svariati tipi di X-Ply. Esiste una ragione per cui usate semplice monofilm, o Technora come opzione molto costosa?
BARRY: Tutti i laminati (compresi tutti gli X-Ply ed i film colorati o metallescenti) sono fatti di due o tre strati e sono più pesanti e meno forti di un singolo strato di film trasparente. Così usando X-Ply colorato, metallizzato o normale, rinunci a qualcosa in termini di leggerezza e resistenza all'allungamento. Quindi noi usiamo monofilm per le sue buone caratteristiche, oppure Technora perché pesa la metà di un film paragonabile, con meno deformabilità e migliore durata (ma ad un costo molto più alto).


GEO: Josh Angulo ha ottenuto il titolo di campione del Mondo Wave nel 2009 con le Maui Sails Legend. Come si sono evolute le vostre vele da onda da quando hai iniziato a lavorare come Maui Sails?
BARRY: La più grande 'evoluzione' è stata mentre sviluppavamo la TR-3, quando abbiamo separato il twist dalla tensione di caricabasso. Trasferendo questa idea in tutte le gamme e misure di vele, essa ha costantemente migliorato le vele in maneggevolezza ed equilibrio e generalmente ha anche fornito più potenza. Prima di allora, c'era sempre un 'miglioramento' anno per anno, ma nulla di simile al grosso cambiamento di quel periodo. Ora, che abbiamo tre anni di lavoro continuo su questo concetto di shaping, posso solo dire che i risultati stanno diventando assolutamente costanti in tutte le gamme e la soddisfazione del cliente generico sta migliorando di conseguenza.


GEO: Un'altra cosa insolita riguardo Maui Sails è a proposito del piccolo team PWA. Immagino che Josh Angulo abbia lasciato in un momento in cui e difficile trovare un rimpiazzo. Hai progetti a proposito del tuo team?
BARRY: Noi crediamo che i nostri prodotti dovrebbero parlare da soli. Lo scenario delle competizioni professionistiche è semplicemente un grande circo dimostrativo che potrebbe essere facilmente controllato con più denaro. Noi prendiamo gente giovane e promettente, loro ottengono buoni risultati dalle attrezzature, poi il denaro arriva e se li porta via. Quando lavoravo con la "grande Marca" era facile avere un grande team, loro semplicemente se lo compravano. Per quanto riguarda noi, preferiremmo avere utenti che scelgono le attrezzature per le loro prestazioni e di conseguenza migliorano la loro visibilità come risultato. E decisamente non siamo una grande azienda capace di supportare questo aspetto. Mi interessa molto più vedere competizioni locali, con gente vera, vinte dal nostro marchio, piuttosto che avere il vincitore del PWA. A livello locale, non ha significato.

 

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ENGLISH VERSION enlogo

Barry Spanier needs no presentations: he is a living legend of windsurfing. Born in California, with German blood and probably salt water running in his veins, he falls in love with sailing when still a kid and wind and the Ocean will influence all of his life. After adventurous fates put a stop to his Ocean roaming life, he found himself in Maui with a sewing machine and started a sail and awnings repair business to make for a living. Once again destiny turned the tables: an hurricane devastated the island's yachting fleet, and Barry woke up one morning with no more customers. But then the pioneers of a new sport knocked at the Maui Sails doors: they needed repairs for their sails, shredded on Ho'okipa reefs. Barry understood that those sails had some severe shortcomings, so he proposed to build new ones... since then, Barry's prolific mind produced or developed so many innovations, that it would be tough to have any fun windsurfing without them: vertical and radial cut sails, low pressure camber inducers (no other type is in use now), seat harness, the RAF concept, carbon masts, fat head sails (from which are descended practically all modern sails) and I do forget something by sure.
Barry's sails are true milestones in our sport: from the first Tri-Panel used by "King of Ho'okipa" Mike Waltze, through the Tri-Radial, the speed Wing that enabled Fred Haywood to run 500 meters at over 30 knots, Mark Angulo's RAF Wave, the RAF Speed, and then the sails of Bjoern Dunkerbeck: the revolutionary World Cup Slalom and following MkII, MkIII and MkIV, the Combat Wave, the various VX; and more, the Nitro of the Pritchard brothers, all the way to the Maui Sails TR used by Kevin Pritchard to effectively fight Albeau's dominance in the PWA circuit.

Barry's ideas about what works and what is just marketing are very clear, and he speaks his mind freely in this interview.

 

GEO: Hi Barry, welcome on ABC Windsurf. Can you please make a brief resume of your experience in the windsurfing industry for our readers (well, very brief in your case...), and tell them what is your occupation at present?
BARRY: In 1978 I founded Spanier & Bourne Sailmakers in Maui (AKA MauiSails) with partner, Geoffrey Bourne. We were made the exclusive design group for Neil Pryde Sails in 1982 and eventually sold the business to Neil in 1996, continuing to work for him as employees until 1998. During that time I designed a large part of the Neil Pryde sail collection, including all racing sails used by Bjoern Dunkerbeck to win eleven World Championships.
In 1999, working with Phil McGain, Scott Fenton, Matt Pritchard, Kevin Pritchard as The Team, we assumed the management of Gaastra brand windsurfing products doing all product design, marketing, promotion, sales, and team. We won the World Champioship in 2000 with Kevin Pritchard preventing Dunkerbeck from getting #13 in a row.
In 2005, after dismissal from Gaastra, MauiSails was resurrected from being a sleeping brand and revitalized. Now work continues and our experience is producing rewards.


GEO: I know that at present there are quite a few things that keep you busy, along with the windsurfing sail business. Can you tell us something about your non-windurfing life?
BARRY: I also have found a lot of satisfaction in writing stories and working on screenplays for film. This is not producing any concrete results but has led to interesting projects like Commercial Sail Associates (www.commercial-sail-associates.com) and a web based series of relaxation experiences aimed at helping people with stress related problems (www.lifehut.com).

The lifehut thing has been especially enjoyable and seems to be gaining some visibility.
Probably the most enjoyable thing we have done recently has been the writing and publishing of a book about my life as a young ocean vagabond. It is based on a collection of letters i wrote to my mother over a period of four years, and takes the reader along on the fantastic voyage of a lifetime. Dear Mom - The Bare Chronicles is the story I always have wanted to tell and it is now available.
Recently I have been able to get back into boat sailing as a result of acquiring a 42 foot 1974 cruising yacht that needed lots of work. Over the last eight months my wife and I have completely rebuilt the interior and done a lot of other necessary ugrades with the idea of being able to integrate the boat into our work with the windsurf brand by using her for photo projects and local island exploration.


GEO: After so many years of designing top class windsurfing sails, what in your designs has remained the same over this long time, and what has changed the most, since when you started winning World Cup titles?
BARRY: Actually, most of the structural attributes developed in the early eighties are still core to our current sail architecture; full length luff panels, horizontal shaping, RAF style in the waves, and a general goal of low rig tension while still developing good skin tension with soft feel. Shaping methods and values are quite similar still, only more refined thanks to modern design tools in the computer and the ever growing reference data.


GEO: What of the above is due to actual evolution, and what is due to different racing conditions/courses?
BARRY: It's all just evolution. The racing has changed but the sails simply adapt as it does. But the shaping tools and architecture stay the same. Sails grew in size because of board/fin/course changes, but the way of creating them is not that different at all.


GEO: Your sails have always been outstanding designs, and the present MauiSails collection is no exception; nevertheless, your sails look rather peculiar by many points of view. Can you describe in what your designs differ the most when compared to the competition, and what are the consequent advantages?
BARRY: If looking 'peculiar' means simple and clean with no gimmick stupid marketing things, then I suppose this is correct. Marketing is the death of all things that are real. When i see all the bullshit cutaways, weird leech outlines, and other strange stuff that will be gone next season and never really explained, I just laugh. For us, the simple, unbroken lines and smooth even tension are the secret to good fun and efficient sailing. When it looks like every company is just doing things because the other does, then you can be sure no one really knows what is right.


GEO:
Yes actually your sails stand out by not displaying "special features", things that could be done with ease, but whose advantages would be questionable, if any. Nevertheless, your designs often seem to be going in different directions than those of most others. Right now, as an instance, your biggest competitors show a trend towards "compact" sail outlines with very low aspect ratio; during the same time, your race sails have been keeping roughly the same outline since years, with a tendency towards slightly higher A/R. Since swimming against the tide is usually tougher, there must be some reason for this. Can you explain your point of view on this?

BARRY: I think our designs have always had longer booms and more compact outlines, especially in the wave sails. As with the race sails, it took a long time to evolve these forms and we know they function very well. Unless you know definitively from testing that a new thing will out perform the old, changing it for production is just an experiment paid for by customers. It takes years to become confident in the form because there are simply too many sizes, types, and circumstances to adequately test in a normal short development cycle. The trend to make everything new every year is not reasonable at all.

 

GEO: Your racing sails, the TR-6 line and its predecessors, rig with a relatively reduced downhaul tension. This is counterintuitive, as race sails are usually acknowledged as needing a very high downhaul tension in order to achieve stability. Can you describe how is it possible to gain adequate stability and performances with such low downhaul tension?
BARRY: Downhaul tension doesn't need to be high to have good tension in the sail body. For every stiffness and length of mast there is an ideal tension that will bend the mast enough to keep the sail stable and the shaping if done correctly will set up the correct twist for the desired wind range. This is why we have been using a custom load cell device to calibrate the designs and keep the tension correct from size to size, no guesswork. If you have a hot performing design, say a 7.0, and you want the 6.6 and 7.6 to be similar in feel and performance, then ideally you want the downhaul tension to be in a range that makes sense. For instance, if the 6.6 would require a lot more tension than the 7.0 or something like that, then there is obviously something worth considering to get the numbers into a proper ascending or descending range.

 

GEO: Let's talk materials. You seem pretty conservative from this point of view: your (race) sails are completely monofilm based, while we see the competition often adopting different solutions. We see lots of black, coloured or metallescent film, white laminates, and varied types of X-ply. Is there a reason for you sticking either with plain monofilm, or Technora as a very expensive option?
BARRY: All laminates (includes all XPly, colored, or metallized films) have two or three layers and are heavier and softer than single layer clear film. So if you use color, metal, or normal XPly, you give up some weight and stretch resistance. So we either use film for its good characteristics, or Technora because it is half the weight of comparable film with less stretch and better durability (but at a much higher cost).

 

GEO: Josh Angulo achieved the waveWorld Champion title in 2009 with the MauiSails Legend. How did your wave sail designs evolve since when you started operations as MauiSails?
BARRY: The biggest 'evolution' was during the development of the TR-3 when we removed the twist component from the downhaul tension component. As we wroked this idea through all the ranges and sizes it consistently improved all the sails in handling and balance and generally produced more low-end as well. Before that, there was always a yearly 'improvement', but nothing like the big chnage around that time. Now that we have had threee years of conttinuing work on this shaping concept I can only say that the results are getting totally consistent through the ranges and the general customer satisfaction is growing stronger as a result.

 

GEO: Another uncommon thing about Maui Sails is about the small PWA team. I guess that Josh Angulo left in a difficult time to find a replacement. Do you have any plans about your team?
BARRY: We believe our products should speak for themselves. The 'pro' competition scene is just a large demo circus that can easily be controlled with bigger money. We get young promising people on board, they do well with the gear, then the money comes and takes them away. When I worked with the big company it was easy to have a big team, they just bought them. For us, we would rather have users choose the gear for its performance and then raise their profile as a result. And we are definitely not a big company able to support that aspect. I am far more interested to see local level racing with real people being won by our brand than to have the winner of the PWA. On the local level, that is meaningless.

 

INTERVIEWED BY GEO

SPECIAL THANKS TO BARRY SPANIER

CREDIT PHOTO MAUISAILS

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cattazen (Manager) 2010-05-24 21:23:13

complimenti. :D
ITA-380 (Registered) 2010-05-25 08:53:22

Gran bella intervista GEO complimenti, vedo che l'accoppiata geo abc funziona alla grande ....... bravi!
racer (Registered) 2010-05-25 09:52:58

bella ed interessante quest'intervista, fai venire voglia di provarne una e vedere se tutto è perfetto come sembra!
Dunkina ITA 868 (Registered) 2010-05-25 17:36:15

Wow! bella intervista, molto interessante Barry è un gran personaggio! Condivido tanto le sue considerazioni sul makenting! Complimenti ancora. :love:
AndreaC (Registered) 2010-05-25 19:06:22

Mi unisco ai complimenti degli altri utenti, questo sito è una scoperta giorno dopo giorno!
Memo (Registered) 2010-05-25 21:52:56

Citazione:
BARRY: Se sembrare 'particolari' significa semplici e puliti senza cose come stupidi trucchetti di marketing, allora immagino che questo sia vero. Il marketing è la morte di tutto ciò che è vero. Quando vedo tutte quelle cavolate di cutaways, assurdi outline di balumina, od altra roba strana che sarà sparita con la prossima stagione senza mai venire veramente spiegata, io mi metto a ridere. Per noi, linee semplici e continue ed una tensione regolare e costante sono il segreto per un buon divertimento ed una navigazione efficiente. Quando sembra che ogni marca stia facendo le stesse cose soltanto perché lo fanno gli altri, allora si può star certi che nessuno sa veramente che cosa è giusto.


Detto da lui, sarebbe da crederci, ma allora vorrebbe dire che molto spesso gli altri ci prendono in giro con le loro trovate "rivoluzionarie"
.g.e.o. (Registered) 2010-05-26 12:06:43

Beh veramente... di recente ho avuto finalmente modo di provare una vela dotata di "Dynamic Compact Clew", modello 2010, regolata sicuramente bene, e di confrontarla con la mia TR-6 e devo dire... er... va beh, lasciamo perdere, meglio che sto zitto, diciamo che è questione di gusti... dirò solo che a mio avviso nell'intervista Barry si è tenuto molto, ma molto, ma molto a freno. Opinione personale, eh.
racer (Registered) 2010-05-26 13:58:13

Beh sinceramente io non sono d'accordo...premetto che da quel che leggo e dici caro GEO sono più volte d'accordo con te, ma stavolta no!
A me sinceramente le maui paiono concettualemnte vele di 5/6 anni fa che sicuramente andranno anche bene, come quelle di 5/6 anni fa, ma che non contribuiscono a nulla perquel che riguardal'innovazione nel mondo del windsurf.
Pensare che abbia ragione Barry e torto tutti gli altri, mi sembra eccessivo.
Non vuol dire che NP sono vele perfette ma secondo me non lo sono a maggior ragione le Maui
racer (Registered) 2010-05-26 14:07:48

Aggiungo che se fosse dipeso da Spanier avremo ancora vele a tasca stretta, e boma da 250 per una 9 metri, senza contare che anche quando aveva ente come Pritchard non è che abbia vinto il mondiale, anzi.
Ti dico anche che secondo me sono sicuramente delle buone vele, ma nulla di esagerato, come sarenno buone le Loft di Monty, e le Point di Munzingler, insomma tutta gente che 20 anni fa già faceva vele, e oggi continua a riproporcele secondo le loro linee guida, spesso di 10 anni fa.
re:
.g.e.o. (Registered) 2010-05-26 18:39:59

racer ha scritto:
Beh sinceramente io non sono d'accordo...
A me sinceramente le maui paiono concettualemnte vele di 5/6 anni fa ...

Dici bene: "paiono". Vieni a Talamone, ti faccio provare una TR-6 regolata a dovere, ti spiego come funziona e poi ne riparliamo. Può darsi che mi convinci... magari le tue vele vanno meglio di quella che ho potuto provare Lunedì.
Comunque, non farti ingannare dall'aspetto "già visto". Come certamente sai, le cose che contano in una vela non sono facilissime da vedere, ma in acqua si sentono eccome.
racer (Registered) 2010-05-26 18:49:26

Non so di chi era la vela che hai provato e che dici esser trimmata bene, ma mi sono accorto di essermi spiegato male.GEO la mia osservazione non era rivolta tanto, anche se poteva sembrare a quanto dicevi sulle Maui, quanto al fatto che ogni tanto leggo interviste di qualche santone che mi dice che quello che fanno le major(np) è tutto marketing.
Sarà anche come dice lui, ma è anche vero che la EVO II, clew compact a parte, è un concetto nuovo soprattutto a livello di profilo, un concetto che ha assicurato a np una prevalenza netta su tutta la concorrenza almeno per quanto riguarda l'accelerazione.
E che tutti North, Simmer, Gaastra Severne hanno quest'anno infatti copiato, quindi tanto male non andava
.g.e.o. (Registered) 2010-05-26 18:52:18

L'accelerazione... se potessi parlare... l'accelerazione... avevo 1 metro di vela in meno...
racer (Registered) 2010-05-26 18:53:55

ma di chi? e parla! ora sono curioso
.g.e.o. (Registered) 2010-05-28 17:03:02

OK. Ho avuto ora la conferma di un mio dubbio, ovvero che quando Lunedì scorso ho scambiato attrezzatura con Andrea Rosati, in effetti mi ha passato la sua 8,6 con la bugna "mollata" per avere più potenza; di qui la mia sensazione di una vela eccessivamente "pesante" in andatura senza che a ciò corrispondesse (su un bordo tra bolina larga e piccolo lasco) un effettivo guadagno di prestazioni. Quindi, sospendo il giudizio ed aspetto di ripetere il confronto. Resta il fatto che quel giorno io non ho mai sentito la necessità di toccare la regolazione di bugna della mia 7,6...
ITA-175 (Administrator) 2010-05-28 17:48:33

diciamo che la 8.6 di np da quel che ho potuto riscontrare scora sett è cmq una vela "da vento" , diciamo da 12 nodi a salire, sotto quella soglia c'è la 9.5.
la tua 7.6 almeno che non sia particolarmente potente, dovrebbe esser cmq una misura da 15 nodi a salire...
a questo punto mi viene naturale chiederti quanto vento avevate.
se sopra o sotto i 20 nodi...
racer (Registered) 2010-05-28 19:00:48

Hai capito GEO adesso suona anche i professionisti!
comunque anche io sono curioso di sapere condizioni di vento ed attrezzatura specifica
val67 (Registered) 2010-05-28 20:06:28

A Talamone (in altri spot non ho confronti) G.E.O. è un professionista!!! Conosce lo spot e sa sfruttare tutte le zone!!!
Ha tavole esagerate e vele molto performanti (perlomeno le 2009), non è da sottovalutare!!! L'altra estate mi ha sbucciato varie volte!!!
Posso spezzare una lancia in favore delle RS (figurati se ce ne fosse bisogno!!!), Le volte che ho provato le vele di G.E.O. erano cazzatelle di bugna,quando ha provato la mia si è trovato in difficolta!!! Io la bugna la lascio lasca,mi piace il tiro nelle braccia. Altro aspetto da valutare,è l'accoppiata 8,6 112 di Rosati, idoneo per una regata slalom al lascone, ma non eccezionale per bordeggiare e manovrare stretto.
.g.e.o. (Registered) 2010-05-29 08:49:47

ITA-175,
direi attorno ai 18 - 22 nodi. Entrambe le misure potevano andare, io mi sono trovato sottoinvelato (intendo: sempre in planata, ma non pieno) solo poche volte e per brevi tratti.

Racer,
per "suonare" ITA-0 ci vuole altro... sul piatto - piatto siamo solo dei contrappesi, ma appena trovavamo un pò di chop andando verso fuori mi staccava. Resta il fatto che quando ci siamo scambiati i materiali è sparito all'orizzonte; ma come dicevo la sua 8,6 era stata "gonfiata".

Val,
sei sicuro di ricordare bene? A mia memoria dicevi che la mia 7,6 TR-5 era "chiusa di balumina" rispetto alla tua 7,7 AC-1. Io la tua vela la ricordo un pò "vuota" in accelerazione, ma con un grande allungo. Sono convinto che il giorno che ci siamo scambiati i materiali sarei andato meglio con la 7,0. A mettermi in difficoltà era piuttosto il tuo 111, meno "libero" del mio CA SL62.
racer (Registered) 2010-05-29 10:02:41

sul piatto piatto conta più il trim e le propria attrezzatura delle capacità di cui è ricco ITA 0, comunque fa piacere ogni tanto sentire degli outsider far fuori i professionisti,l quindi bravo da parte mia!
.g.e.o. (Registered) 2010-05-29 14:41:18

Racer ti ripeto: fare qualche bordo in compagnia non significa far fuori proprio nessun professionista!

Comunque, mi era sfuggita la tua domanda: io avevo CA SL66, Talon 40 e TR-6 7,6; ITA-0, RRD X-Fire 112, Talon 44 ed RS:R 8,6.
val67 (Registered) 2010-05-29 20:00:27


Certo che ricordo,e riconfermo quello che ti ho detto sulla tua 7,6,e le tue impressioni sulla mia vela. Non ti volevo offendere,la parola difficoltà è troppo esagerata!!! Ho sbagliato vocabolo!!!
Quello che volevo dire riguarda il trim personale,la sensazione era di estrema leggerezza sulla mano di poppa,mentre io prediligo la bugna lasca ed una conduzione molto + fisica della tua!!!
Certamente scendere dal tuo 62 e salire sul mio 111 è come passare da un monosci ad un chiattone!!!
.g.e.o. (Registered) 2010-05-29 20:09:20

Val,
mica mi offendi! Quanto alle difficoltà, non puoi avere sbagliato vocabolo per il semplice fatto che quel giorno sono stato in difficoltà per tutto il tempo, fino all'epilogo della catapulta! Solo, non ricordo la tua 7,7 così "fisica", ma posso sbagliare, in fondo è passato quasi un anno e mio fratello, che mi conosce bene, mi chiama Memorex... anche il 111 comunque non mi era dispiaciuto.
val67 (Registered) 2010-05-29 20:19:44

Lo so che non ti offendi,ma nei forum è bene precisare,basta una parola di troppo e scoppia il putiferio!!!
Era fisica,avevo trimmato per vento moscio,ma quando ha rinforzato ho lasciato come era,non avevo voglia di uscire!!!
Ciao
racer (Registered) 2010-05-31 09:45:17

avete ragione, comunque più leggo quest'intervista, non c'ho un cazzo da fare, più trovo spunti interessanti
ITA-175 (Administrator) 2010-05-31 14:18:12

Citazione:
.g.e.o. io avevo CA SL66, Talon 40 e TR-6 7,6; ITA-0, RRD X-Fire 112, Talon 44 ed RS:R 8,6.


mi sembra come già detto che la tua era una combinazione più equilibrata, di quella di ITA 0, che invece dovrebbe esser l'ultimo must in PWA.
altrettanto sicuramente la velocità su acqua piatta può esser abbastanza simile quindi non mi sconvolgerei di nulla, ma da qui a "sonare" qualcuno ce ne vuole specialmente il vice campione italiano
.g.e.o. (Registered) 2010-05-31 14:50:25

ITA-175, ti prego, non farmi dire cose (stupide) che non ho detto: non ho suonato proprio nessuno!!! Diciamo che mi sono stupito di non essere stato staccato con decisione.
ITA-175 (Administrator) 2010-05-31 15:22:21

il rif non era nei tuoi confronti...e senza contare che viste le tracce del tuo gps non c'era motivo che tu venissi staccato...
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