| SONNTAG FINS 2011/2012: Presentazione by GEO |
|
|
|
| Scritto da ABC Windsurf | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
| Mercoledì 11 Gennaio 2012 10:40 | |||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||||
|
Sonntag fins: in attesa del test
Scrivo a proposito delle Sonntag anche se ancora non le ho provate (una breve uscita con la 46 da solo in acqua non fa testo) perché a mio avviso c'è parecchio da dire già da ora.
Anzitutto, l'ordine. Contatto i titolari via e-mail dicendo che sono interessato all'acquisto di alcune pinne. Come risposta ricevo un modulo da riempire nel quale, per ogni pinna, vanno indicati: modello di tavola, vele usate, range di vento e condizioni dell'acqua, tipo di utilizzo, pinna usata in precedenza, sue caratteristiche positive e negative ... Ah però, questi fanno le cose sul serio! Tanta attenzione nella mia esperienza non è comune; di solito i costruttori di pinne chiedono solo modello, lunghezza ed, al limite, grado di rigidità; mai mi era capitato qualcuno che raccogliesse i dati per fare un lavoro “su misura”. Un po' come andare in sartoria, anziché chiedere “una giacca, taglia 54”. Incuriosito chiedo lumi. Mi viene spiegato che in base alle mie esigenze verranno determinati lunghezza della pinna, rigidità flessionale, percentuale di flessione del tip, rigidità torsionale e rake. Pane per i miei denti! Inizio una serie di scambi di e-mail ed approfitto della disponibilità e competenza degli interlocutori per chiarirmi qualche idea e togliermi qualche dubbio. Le risposte sono sempre esaustive e dimostrano competenza su tutti gli aspetti della materia, da quelli più teorici della fluidodinamica e dei materiali, fino a quelli più pratici del comportamento in acqua. In base alle esigenze, indicate nel modulo di cui dicevo, mi viene proposta una serie di pinne che, dopo alcuni affinamenti ed aggiustamenti, comprenderà misure da abbinare alle mie vele dalla 6,6 alla 8,4. Ogni pinna viene definita in base a: lunghezza, rigidità flessionale, flessibilità del tip rispetto alla base, rigidità torsionale, angolo di rake.
A questo punto, le dolenti note: inizia l'attesa, che dura diversi mesi. Finora questo è stato l'unico punto "negativo" della mia esperienza con Sonntag; ma non tutto si può avere! Diciamo che vanno messi in preventivo almeno tre o quattro mesi dal momento dell'ordine. Finalmente arriva il corriere e mi consegna l'agognato pacchetto; le sorprese non sono finite! La prima cosa che si fa notare è una curiosa quanto piacevole finitura in colori pastello (verde per le mie SL-P), molto “vintage”, che contrasta con l'esasperato contenuto tecnologico. Alcuni dati sono riportati, incisi, sulla testa della pinna: lunghezza, rigidità flessionale, flextop e rake. Prese in mano, le pinne forniscono sensazioni interessanti. Anzitutto, noto la leggerezza. Poi la flessibilità, sempre piuttosto elevata. Infine provo a torcerle e noto che a questo riguardo sono decisamente "dure": cosa inattesa e sorprendente, considerando la "morbidezza" a flessione. Il contrasto tra queste due caratteristiche fa ipotizzare un comportamento in acqua ideale: la flessibilità determina "lift" e quindi capacità di far "volare" la tavola alta sull'acqua, tanto più quanto più si spinge sulla pinna, riducendo così la superficie bagnata a vantaggio della velocità e del passaggio nei buchi di vento; mentre la resistenza alla torsione dovrebbe determinare grande facilità di utilizzo anche ad alta velocità ed ampi margini di controllo. Sarà divertente verificare il tutto ... Ogni pinna è corredata da un “test certificate” che riporta alcuni dati ricavati durante il collaudo in laboratorio. Anzitutto lo spessore, molto ridotto: la mia 46 misura 9,15 mm alla base, contro i 10,50 della Talon ed i 9,58 della Carbon Canefire di pari misura. Poi il valore obiettivo della rigidità flessionale e quello effettivamente verificato in laboratorio, espressi in N/mm: sono sempre molto vicini, con scostamenti inferiori al 5%. Quindi il grado di 'flextop', ovvero quanto la "punta" della pinna è flessibile rispetto alla base. Infine, un tranquillizzante attestato del superamento della prova di resistenza cui ogni pinna viene sottoposta con l'applicazione di un carico di 750 N (circa 75 kg), ripetuta 5 volte per lato!
Bene, ormai penso di poter essere più che soddisfatto e che non manchi altro che un test in acqua ... ma mi prende un'altra curiosità. La pinne più recenti (in effetti la 46 mi era stata consegnata ad Ottobre) presentano una diversa finitura della testa che fa pensare all'introduzione di un nuovo materiale. Sapevo che il costruttore stava studiando un nuovo rinforzo della testa e che la finitura della mia 46 non era definitiva. Chiedo lumi ... e ricevo una e-mail di risposta con un paio di paginate di calcoli e tabelle, in cui mi si spiega che la testa della pinna non è un semplice blocco di resina rinforzata, ma un vero e proprio dispositivo di sicurezza! Il materiale è stato scelto e collaudato in modo tale da resistere al serraggio delle viti ed a decelerazioni relativamente contenute, come quelle che si verificano nell'urto con un fondale sabbioso; ma che in caso di decelerazioni più forti, come quelle tipiche dell'urto contro ostacoli sommersi rigidi quali rocce od altro, la testa della pinna si rompa salvaguardando così la tavola e, soprattutto, il surfer! Il tutto considerando le velocità massime di utilizzo previsto delle pinne in funzione della loro lunghezza: da 31 nodi per una 50 fino a 45 per una 30 e 51 per una 20 ... ma chi, io?!? Grazie per la stima ... no, il fatto è che loro lavorano in stretto contatto con alcuni tra i più forti speedmen del pianeta ...
Insomma che dire per ora. Il momento di una prova in acqua esaustiva deve ancora arrivare; nel frattempo, però, considerando tutto quanto sopra, non potrei essere più ottimista. Se qualcuno volesse già ora notizie più dettagliate sul comportamento in acqua il mio suggerimento è di provare a contattare Andrea Baldini, sotto le cui tavole ho visto in più occasioni queste pinne. Per il resto: l'approccio di Sonntag Fins, specie dopo aver avuto contatti con altri produttori di pinne, mi è sembrato completamente fuori dal coro quanto a competenza tecnica, capacità progettuale, accuratezza realizzativa, attenzione al dettaglio (che poi a volte tanto dettaglio non è, vedi il caso della testa delle pinne), quantità e qualità delle informazioni fornite. Se i test in acqua confermeranno anche solo in piccola parte quanto tutto questo fa presagire ... Ah, comunque: in quei pochi bordi fatti a S Agostino, con Carbon Art SL75 e TR-6 8,4, la mia nuova Sonntag SL-P 460 ha fatto intuire l'appoggio in bolina della Carbon Canefire ed il controllo della Talon di pari misura, senza i difetti di rapida “saturazione” al crescere della velocità della prima e di scarsa potenza nel vento leggero della seconda.
Articolo and Foto by GEO
Solo gli utenti registrati possono scrivere commenti!
Powered by !JoomlaComment 4.0 beta2
|



























