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SHARK FINS 2012 : PRESENTAZIONE by ITA 1600 PDF Stampa E-mail
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Scritto da ABC Windsurf   
Mercoledì 09 Novembre 2011 07:45

SHARK_MA

 

 

Riceviamo e pubblichiamo questa presentazione delle Shark Fins 2012 di ITA 1600 Davide Manfroni.

 

"Ciao raga,

finalmente, dopo settimane di uscite in formula, penso che io e Stefano Filippi, ITA 6667 possiamo tirare le somme su queste pinne.

Ovviamente e' un report del tutto personale, lungi da noi dare verita' assolute ed incontestabili.

Io i confronti li ho fatti, con le mi e kashy e con due Debo R13 M e R19 S-.

Veniamo al nocciolo: dopo aver conosciuto Alessandro Giovini a giugno al mondiale di Riccione, visto che avevamo legato subito abbiamo cominciato a parlare di pinne, e mi chiese, visto che io ero il piu' pesante di tutti ( ma anche uno dei piu' scarsi ) come mi trovavo con la pinna che avevo ( una Z1 S.), e mi propose di provare una delle sue e dirgli cosa ne pensavo.

Certo! gli risposi....con grande piacere!

Da li e' nato il tutto, agevolati anche dal fatto che il Giovini spessosi trova dalle mie parti dove il vento e' giusto giusto per il formula, abbiamo cominciato a "collaborare" provando un buon numero di pinne, in primis da Formula.

Nella foto sottostante si vedono le pinne che abbiamo usato in queste due settimane: la prima e la seconda da sinistra sono da slalom, ma molto differenti tra loro, la prima con la scassa bianca e' da vento leggero, 51 cm, molto morbida ma con assenza totale di twist, tipo formula per intenderci; buona partenza in planata, ideale per le gare di downwind; la seconda, che mi e' piaciuta tanto, e' sempre una 51cm, ma piu' rigida e con un twist accentuato, ideale quindi nel vento forte, buona tenuta, grande accelerazione in raffica, ottima bolina ed ideale nelle gare ins & out; la cosa che mi e' piaciuta maggiormente di questa pinna è che, abbinata alla mia 9.5 warp 2010 e sx 130 2009, e' da la sensazione che la pinna ti faccia capire quando stai spingendo troppo con il piede dietro e sei a rischio spin-out.

 

SHARK2


Questo per le due pinne da slalom che abbiamo provato.

Altre misure slalom, vista l'intensita' media del vento presente a Rimini, non e' stato utile provare.

Ma ora veniamo ora alle pinne da formula:

la prima da sinistra e' una pinna dura, ideale nel vento sostenuto, l'ho provata con la warp 11 e il PD 2011, alternandola con un F2 FX 100 e confrontandola con la Debo R13 M +8.

Il rake e' identico, ma il comportamento e' differente: la SHARK parte bene, solleva le tavole, tiene un buon angolo e soprattutto l'accelerazione e' ottima! Sotto ogni raffica spinge a velocita' di tutto rispetto , tanto che nel confronto con la R13 personalmente viaggiavo sempre un paio di km all'ora piu' forte. Soffre però di piu' lo spin-out rispetto alla Debo, e non e' cosi ' immediato il ritorno al controllo, che' invece con la Debo, che sembra tenda un po' ad arare piu' che scivolare,  e' immediato, basta solo sollevare il pollice del piede e tutto torna a posto, con la Shark, invece, e' un po' meno diretto, bisogna tirare di piu' verso l'alto.

 

SHARK_FLEX

 

La seconda pinna e' la fotocopia di quella che Alessandro Giovini ha usato al mondiale di Riccione, ha una bella flessione lungo tutta la lunghezza della pinna, ed e' risultata facile, intutiva e rapida.  

E' stat usata sia da me che da Stefano sia con le 12 ReflexII che con le Warp 2010 su tavole PD e F2 FX VI.

Probabilmente e' una pinna per pesi leggeri, potente quanto basta, ma io con la mia Kashy parto meglio in planata con PD e al lasco cammino di piu'.

A Stefano, che è molto più leggero di me,  e' piaciuta molto, trovandosi molto meglio che con la R19 S-, dati gps alla mano ha notato piu' angolo e miglior gestione dei buchi di vento.

Ho provato la pinna anche sulla tavola del Giovini, un veccio SB 161, e sinceramente la pinna si e' trasformata, diventando piu' reattiva e veloce rispetto a quando l'ho usata con il PD, a dimostrazione probabilmente del fatto che ogni tavola va molto meglio se ha la pinna giusta..

L'ultima pinna invece e' una 75 tagliata, morbidissima, della quale Stefano, che l'ha usata sempre lui, dice meraviglie: abbinata al PD e alla North warp 2010 gli ha permesso di fare un angolo eccellente, maggiore di quello che faceva con la pinna precedente ( quella che Giovini ha usato al GP di Riccione ) con ripartenze rapidissime e velocita' ottime.

Nessun problema di spin-out, buon passaggio nei buchi di vento o quando era ingaggiato con Ale e si trovava nello scarto suo.

 

SHARK_SLVSDEB

 

In conclusione, le pinne sono artigianali, un prodotto frutto della passione di due amanti del mare ( Alessandro ed Enrico ) che nulla hanno da invidiare alle piu' blasonate case produttrici di pinne, con in più l'indubbio vantaggio che si ha anche la possibilita', fondamentale, di farsifare  la pinna su misura in tutto e per tutto, a costi accessibilissimi.

Bene amici, questo e' tutto, per ora, si ringrazia Francesco dell'Anna per le splendide foto, Alessandro Giovini per la simpatia, la cordialita' e la  pazienza nell'ascoltare me e Stefano quando gli dicevamo cosa ci piaceva e cosa non ci piaceva delle pinne, e lui tempo  in una settimana ci faceva avere quello che richiedevamo...Un plauso sincero!

 

shark_manfr_2

 

PS:Dimenticavo di dire che gli spot sede dei test sono stati la spiaggia 151 H2o sports di Riccione e la spiaggia di Marcelli a Porto Recanati; le condizioni meteo sono state variabili tra 8 e 12 nodi con raffica e 15 nodi con raffica, sempre SE con poca onda.

In confronto alla Kashy, l'unica differenza degna di nota e' la maggior facilita' a tenere l'angolo e superare i buchi di vento o di scarso a favore della pinna americana, angolo e accelerazione sono pressoché identiche.

Spero vi sia piaciuto, a presto

Davide

 

shark_giov2

 

Commenti
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marco63m (151.31.23.xxx) 2011-11-09 09:48:49

:D :D :D
Grande Giovini
ITA1600 (Registered) 2011-11-09 11:03:29

Ciao a tutti, vi lascio la
mail di Enrico, l'artista che crea le pinne, se qualcuno fosse interessato o avesse domande
enricomelle@yahoo.it , oppure può anche contattare me via FB.
Il ragazzo che appare nell'ultima foto e' Andrea PR, fresco formularo che si allena con me e Stefano e con tutta probabilità parteciperà assieme a noi al campionato del medio Adriatico di Formula.
Saluti a tutti, buon vento.
Davide
racer (Registered) 2011-11-09 11:07:35

in grande simpatia ammazza quanto siete brutti :)
ma i prezzi?
caro ita1600 dici provare, provare provare!
insomma avete provato tante pinne, ma i prezzi? te lo chiedo perchè ho sentito tanti prezzi e sempre diversi e mi sarebbe piaciuto che un articolo di presentazione dicesse prima di tutto il prezzo !
ITA1600 (Registered) 2011-11-09 11:34:49

Hai visto che brutti ceffi, racer?
Ho inserito la mail di Enrico apposta, perché i prezzi li fa lui, che e' la mano che crea questi gioielli.
Un bacione racer!!
Maggiore (151.82.166.xxx) 2011-11-09 12:31:15

Decuco 2 cose da questo articolo:
1) da come descrivi le pinne, mi sembra di capire che queste shark si siano affermate nel gruppo di pinne di recente forma/caratteristiche/costruzione. Ottimo!
2) essendo voi 2 dei formulari non esperti (così mi sembra di capire), un articolo simile è a mio avviso molto utile ANCHE x tutti i novelli del FW che possono capire meglio cosa significa la parola "pinna", facendo capire che anche con poca esperienza è possibile sentire le differenze tra le pinne capendo quale è migliore!
Quindi giovani formulisti: crescete che c'è chi vi supporta!

ITA 1600, 3 domande:
1) le prime 2 pinne da FW sono 70 cm oppure più lunghe e tagliate a 70?
2) quale è la tua pinna preferita overall?
3) con quale pinna ti sei trovato meglio tra le 3 shark? Da un peso forte mi aspetterei come risposta la 75 tagliata, ma chissà...

Grazie a ITA-1600!

PS: sabato dovrei provare anche io una Shark, poi vi dirò
ITA1600 (Registered) 2011-11-09 12:43:17

Ciao Maggiore, dall'alto della tua esperienza le risposte le hai già trovate: a parte Giovini noi siamo solo persone innamorate del windsurf senza troppe pretese ma con l'entusiasmo tipico dei bambini a cui vengono messe davanti tanti recipienti di cioccolata tutte diverse fra loro delle quali segnaliamo quello che a parere nostro sono le differenze dei sapori... :)
Chiuso questo paragone culinario, vista l'ora, la pinna che preferisco sicuramente e' la 75 tagliata, che per il mio peso ho notato essere più adatta a me nel vento leggero, ma overall la mia preferita, per risposta e progressione e' quella dura, che non farà l'angolo di quelle morbide, ma cammina di brutto..,
Ciao Maggiore! ( o dovrei chiamarti indovino? )
Eheheheheh !!!!
ITA1600 (Registered) 2011-11-09 12:44:29

Dimenticavo, le prime due sono 70, l'ultima e' la 75.
hhr961 (Registered) 2011-11-09 13:30:33

Dico la mia dal punto di vista slalom, in quanto partecipe, in minima parte, sin dall'inizio, delle prime sensazioni avute e condivise in acqua con gli amici: Alessandro Giovini ed Enrico Melle, gli artefici del progetto.
Parlo sempre a titolo personale usando il termine IMHO.
Primo vantaggio riscontrato: minore pressione sulle caviglie, rispetto ad altre marche. Strano iniziare con una considerazione del genere, eppure è stato il feeling giusto per l'approccio.
Le tavole usate nel tempo sono state JP e Starboard con misure da 43 a 52, litri da 104 a 135.
Le tavole accelerano molto ma restano incollate all'acqua indipendentemente dallo stato del mare: dal piatto al choppato, poi lì si interviene con i classici accorgimenti che tutti conoscono.
hhr961 (Registered) 2011-11-09 13:31:04

Personalmente credo di aver migliorato, grazie a queste pinne, sia la velocità media per il passo, sia il controllo dell'attrezzatura in tutte le andature. Power jibe fluida e dinamica; veloce nel risalire il vento, mantenendo la progressione anche in fase in cui il vento o la corrente non sono favorevoli.
Le ho provate ed utilizzate spesso ai limiti dei range classici di utilizzo.
Ad es. ricordo uscite con 20-22 nodi, acqua piatta, 50 fin e 9 di vela: velocità impressionante ma tutto sotto controllo.
Poi ancora: 9 nodi, 8,7 di vela, 52 fin, risalire di bolina con lo stupore personale e non solo.
E' un working progress continuo con Ale ed Enrico, ci si sente sempre, al termine dell'uscita e sono subito pronti ad escogitare modifiche o novità per l'intreccio del fatidico carbon.

ITA-380 (Registered) 2011-11-09 15:44:11

DIMETTITI !!!! ehmmm, scusate stavo sentendo il radiogiornale.
Io ho provato una Giovifins nell'estate 2010, provai la 47 di hhr961 rimasi entusiasta tanto da ordinarne una, quando arrivo la mia con altrettanto entusiasmo la montai sullo slalom e via in acqua ..... il primo bordo in uscita FANTASTICA, strambo e nel tornare emmmm.... (porca zozz .... t7rjhf76e86586r6r96r) insomma non andava, alessandro da uomo d'onore la riprese perche qualcosa non andava puo' capitare lavorando ad un progetto fresco
sono sincero allora non le ho piu provate ma sono sicuro che ora abbiano messo a punto la tecnica per l'intreccio del carbonio visto che ne ha tanta richiesta.
racer (Registered) 2011-11-11 10:52:17

grazie mitico 1600!
cioè una pinna che su un bordo va ed su uno no è una cosa che puòcapitare?! boh!
ti credo che non le hai più provate metti che l'altra andava mezzo e mezzo e poi te la faceva anche pagare sai che risate!
l'idea di poter farsi fare una pinna secondo i propri gusti è sicuramente buona, ma siamo in grado di capire quello che è meglio per noi? o rischiamo il rischio di adagiarci su soluzioni troppo facili? ;)
speedknots (Registered) 2011-11-11 13:15:18

Complimenti ad Alessandro Giovini, mi piacerebbe provare una shark fin, penso che sia giusto premiare l'artigianato e la voglia di fare nostrana, complimenti ancora..... che poi è il VERO MADE IN ITALY
ps: quando si lavora e si mette del proprio capita anche di sbagliare...... è chi non fa un c...o e si limita a chiacchiere da bar che nn capita mai nulla......
oramai capita troppo spesso negli spot sentire il promoter di turno che per vendere il proprio materiale parla male del lavoro altrui.... questa è una cosa che mi disgusta, una volta nn era cosi.....
racer (Registered) 2011-11-11 13:57:17

se ce l'hai con me ti sbagli alla grandissima! io mi sono solo fermato a commentare quello che ha riportato ita 380 !!!
poi se vogliamo dircela a me questa storia del made in italy è una enorme caxxata bella e buona! ma che significa?spiegamelo tu così ci arrivo!!
speedknots (Registered) 2011-11-11 14:08:48

non mi riferivo a te racer, è un discorso in generale, il made in Italy non serve che ti spiego cosa sia...... e nemmeno il made in china, che a me va bene anche quello basta poi nn pagare una vela in monofilm 1000euro, piuttosto pago una vela fatta im italia 1000euro ma non do i miei soldi a ste associazioni di tavole e vele di serie che hanno monopolizzato il mercato, ti ricordi l'epoca dei custom? e sai perche al pwa si sono inventati sta cosa delle tavole di serie? te lo spiego io, l'hanno fatto per monopolizzare il mercato ed eliminare tutti i costrurrori di tavole custom....... ma stai tranquillo che le cose stanno cambiando, il futuro nn è il pwa, il windsurfista nn si immedesima piu nel pwa, vuole potersi confrontare liberamente con il gps e tutte quelle manifestazioni ad esso correlate, basti guardare l'aicw quante persone hanno partecipato all'ultima tappa di slalom...... te lo dico io, erano in 16
racer (Registered) 2011-11-11 14:50:48

mah prendere come esempio per dimostrare la scarsa partecipazione, la partecipazione a un evento mentre c'è un allarme maltempo su tutta Italia non mi sembra che provi nulla !
La politica dei custom per poco non faceva fallire questo sport rendendo ancora più evidenti le differenze fra quelli che potevano permetterseli e quelli che non potevano.
Nel wave nel freestyle hanno ancora senso, il feeling non può imporre grandi numeri, e il talento dell'atleta nel gesto non può esser schiavo dell'esigenza della pippa di turno,ma nello slalom o nel formula la tendenza per di più per settori in crisi è fare riferimento alle produzioni di serie.
Il problema è che le produzioni di serie progressivamente fanno sempre più caxxre.
Il made in italy è un utopia, tutti i principali marchi producono in china o in srilanza!
speedknots (Registered) 2011-11-11 16:26:56

ripeto concetto con altre parole:

made in china gun sails = ottima affare ottimo acquisto

made in china neilpryde, northsails.. = costo elevato = pessimo acquisto = soldi buttati nel wc

made in Italy = soldi dati ad artigiani italiani (shark fin, IMAC, TECNOLIMITS, al360 ecc) soldi spesi bene in ogni caso sia che il prodotto costi 100 che costi 1000

questo il mio punto di vista


racer (Registered) 2011-11-11 16:40:11

sulle shark non mi pronuncio, ma dubito siano meglio di una kashy, zeta o deboichet r16.
Su Tecnolimits prova un aeron fatto in china e poi ne riparliamo, altro che made in italy
sugli al360 non mi piace l'impugnatura ed il peso elevato, prova un neilpryde x9 made in china e poi ne riparliamo.
per le vele, tu parli solo di accessori, northsails e neilpryde=solo tanti soldi, il resto lo dici sempre tu, sulla base di nulla, dato che se fossero così tanti soldi butatti non ci sarebbe sempre tanta gente che le cerca e le compra usate a prezzi carissimi!
anche su questo sito si vedono spesso promoter che SVENDONO i loro materiali Point 7 mai avessi visto svendere una north o una neilpryde
Maggiore (81.81.20.xxx) 2011-11-15 00:38:55

Racer ciao, ho appena provato una Shark. All'apparenza simile alle Z, ma (almeno quella pinna) con un paio di differenze notevoli a parità di dimensioni. Ho scritto due righe nel forum.
ITA1600 (Registered) 2011-11-15 14:04:15

Bravo maggiore! :D
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