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SARDEGNA SPOT - S. ANTIOCO (SA BARRA) PDF Stampa E-mail
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Scritto da Fabio Molinu   
Mercoledì 08 Settembre 2010 06:59

santantioco_sabarra

 

Mi allontano leggermente dagli spot che abitualmente frequento per raccontarvi di un  fenomeno che accade a non moltissimi chilometri di distanza da Cagliari, precisamente a S. Antioco, località molto caratteristica del Sulcis, che, se non fosse per l’istmo artificiale, sarebbe un altro isolotto nell’orbita della Sardegna.

Il fenomeno è l’accelerazione del vento di maestrale. E’ forse una delle zone più esposte al vento di nord ovest, infatti si trova nella parte sud occidentale dell’isola e sembra un braccio teso che “acchiappa” tutta l’aria possibile.  In molti se ne sono accorti, infatti non è difficile rilevare presenze importanti, sempre dal punto di vista windsurfistico. Alcuni atleti  locali hanno scelto questo posto per allenarsi mentre quelli continentali ci si fiondano quando le previsioni danno la certezza di condizioni favorevoli. E’ un bel viaggio, ma chi fa del freestyle la sua disciplina preferita, impara presto ad apprezzare posti come questo, dove si usano prevalentemente vele dai 4  ai 5 metri quadri. Lo specchio d’acqua non è sicuramente limpido e puro, come vuole l’immagine della Sardegna nel mondo, ma a volte ci si può passare sopra, in cambio di una giornata intera di windsurf, tra “chopponi” e vento nucleare.

comob

Ho voluto vedere di persona, in quanto scettico verso chi straparlava di questo posto; l’ho fatto un giorno in cui di maestrale, qui da noi al Poetto, ce n’era veramente poco. Visto che la mia station wagon non stava passando un bel periodo (ho dovuto  poi rifare il motore) un amico mi ha convinto ad andare con la sua. Mettiamo tutta l’attrezzatura a pressione nella sua comoda macchina e ci avviamo sulla statale 130, la stessa che passa per l’aeroporto di Elmas, per poi proseguire sulla SP 126. Ci sono da percorrere circa 94 km, ma questo è il modo più veloce. Ci sono percorsi alternativi,  che potrete scoprire attraverso le mappe o i navigatori perché io non ve li consiglio. Poco più di un’ora il tempo di percorrenza senza traffico, poi, una volta arrivati a S. Antioco, costeggiate il porticciolo e quando lo avrete superato troverete la traversa a destra che vi condurrà dritti dritti a “Sa Barra”. L’ultimo pezzettino di strada è molto stretto: fate attenzione ai mezzi che arrivano dalla parte opposta.  Alla fine di questo vialetto, troverete l’ultimo ostacolo, rappresentato da un ponticello really sbilenco, dopo il quale  si aprirà un piccolo piazzale sterrato, dove parcheggiare. Parcheggiate bene e non fatevi distrarre da quello che vedete davanti a voi:  atleti già in acqua che fanno manovre incredibili e vento forte da far girare la testa. A questo punto dovete scegliere la vela da montare: ora potete guardare chi già è in acqua oppure, se avete pensato ad una misura, mettete quella più piccola. Pronti? Il primo contatto con lo spot, può non essere bello,  una strana fanghiglia sul fondo che di certo non incoraggia; se li avete, mettete i calzari; io sono entrato senza, ma una volta abituato, entravo ed uscivo con disinvoltura. L’impressione in acqua è di comfort: qui,  stranamente, il maestrale è costante, anche se forte, e si riesce a manovrare senza prendere  strattonate. Le vele sembrano più docili fra le mani perché una volta in assetto non c’è bisogno di fare grossi aggiustamenti. E’ ottimo per tutti, ma per chi fa freestyle è una situazione al top: non deve pensare alla prossima raffica e può totalmente concentrarsi sulla manovra da effettuare. Personalmente sono entrato con la 4,5 e mi sono divertito come poche altre volte mi era successo, con il maestrale. Sembra spinto da un potentissimo ventilatore tanto che in tarda serata  qualcuno va a pigiare il tasto off e torna una calma quasi irreale. Ho passato una bellissima giornata, in più ho conosciuto degli atleti molto bravi ma soprattutto umili: Gigi Madeddu  e Stefano Como, locals eccezionali, che ringrazio per avermi fatto vedere da vicino le manovre più belle. C’era anche l’ottimo Fabrizio Fozzi, che ha intrapreso una buona strada, anche verso l’umiltà. Gli atleti più forti sono  quelli più alla mano, soprattutto in questo sport.

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Ora parliamo papale papale delle condizioni e di come si presenta lo spot:

si esce mura a sinistra, side,  dovete fare attenzione a non rimanere incagliati con la pinna nei primi metri, dove l’acqua è  veramente bassa. Il fondale si alza gradualmente fin dove si può stare tranquilli. Niente onde, flat water assoluta con qualche bel chop da saltare o sfruttare per le manovre freestyle.

Pericoli: divertirsi troppo e qualche paletto in legno che affiora, anche se ben visibile, tipico di questi tratti di mare chiusi e adatti alla pesca con le reti. Il consiglio è di andare a strambare o cambiare mura, come volete, in un punto che ritenete sicuro. Se avete pinne corte potete avvicinarvi di più alla riva, in caso contrario fate attenzione al fondale.

Per quanto riguarda il lato fame, il centro abitato è vicino e non ci sono problemi  per uno spuntino in qualsiasi ora. Per dormire poi, il sito è in forte espansione turistica e non mancano di certo le offerte B&B ed alberghi di tutto rispetto. Basta rovistare nella rete internet per organizzarsi  una bella permanenza qui a S. Antioco dove ci sono anche molte altre spiagge preziose  e tante cose da vedere e assaggiare.

Per finire, intorno ci sono altri interessanti spot che tratteremo in seguito e vi assicuro che ce n'è per tutti i gusti.

 

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