| FREESTYLE: BELLO E POSSIBILE |
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| Scritto da Fabio Molinu | |||||
| Martedì 16 Marzo 2010 08:00 | |||||
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Il freestyle nasce quasi per caso, qualche anno fa. Si inizia a vedere qualcosa già dal 1997/98 quando qualcuno pensa bene di trasferire alcune delle più belle manovre wave in condizioni di acqua piatta. La simbiosi con lo snowboard completa l’opera. Molti degli atleti in acqua arriveranno direttamente dalla neve. Il Lago di Garda diventa uno dei primi palcoscenici liquidi al mondo dove mettere in scena lo spettacolo; è sicuramente merito degli allora organizzatori del KING OF THE LAKE se oggi ci sono atleti in grado di ipnotizzare intere folle con evoluzioni che rasentano l’impossibile.
Tra gli atleti che hanno fatto la storia del freestyle moderno, dobbiamo ricordare Robby Seeger che, nella gara organizzata sul Lago, nel famoso “MB PROCENTER” di Michiel Bowmeester, diventa Re del Lago di Garda. In realtà questa competizione nasceva tre anni prima da una idea di alcuni forti windsurfisti, uno dei quali l’austriaco Alex Humpel, ma il 1998, è stato l’anno della consacrazione a livello Internazionale, con la partecipazione di atleti del calibro di: Josh Stone, Robby Naish, Jason Polakov, Bjorn Dunkerbek, Andy Wolf e Nick Baker, per citarne alcuni ed atleti italiani molto bravi come: Jesse Dossi, Paolo Migliorini, Andrea Rosati, Maurizio Gusella, Paolo Biondani, Alessandro Comerlati, Valter Scotto, Alex Briscoli e Raimondo Gasperini. Successivamente ci sono stati atleti come Diony Guadagnino, poi Ricardo Campello, Cheo Diaz ed alcuni brasiliani come Brawzigno o il venezuelano Gollito che hanno dato la spinta decisiva, sviluppando manovre su manovre con tanto entusiasmo da far esclamare ai più navigati: “Hei questi ci spaccano il c…”. Quelli di oggi li conosciamo bene, sono delle star coccolate da tutte le case produttrici di tavole, vele e quant’altro faccia parte dell’attrezzatura tecnica. E’ giusto che sia così, questi ragazzi sono la ciliegina sulla torta, e la torta saporita è il windsurf.
Per questa rubrica avevo bisogno di un supporto tecnico che potesse guidare me e voi lettori, attraverso il labirinto di manovre, di cui a volte, mi sfuggono anche i nomi. Non abbiamo la presunzione di insegnarvi il Freestyle, vogliamo solo aprire una finestra per vedere come questi atleti arrivano a certe performances. Il mio supporto tecnico si chiama Fabrizio Fozzi, e l’entusiasmo che lo accompagna è quello giusto. Non è ancora un atleta affermato ma ha già fatto vedere belle cose, in più, attraverso lui, avremo la possibilità di raccontare più da vicino le gesta di atleti italiani e non, già affermati. Per farvelo conoscerre meglio, gli ho posto delle domande: ABC:Ciao Fabrizio e benvenuto su ABCWindsurf. Quanti anni hai, a che età hai iniziato a fare windsurf. Ciao a tutti gli amici di ABCWINDSURF, ho 24 anni ed ho iniziato ad interessarmi del windsurf a 10 anni qui in Sardegna a Porto Corallo, con l’aiuto di un paio di amici. Mi ricordo tutte le volte che mi hanno recuperato in alto mare. Questa fu solo un’esperienza estiva. Tre anni fa però, guardando le evoluzioni dell’amico Gabriele Serra, mi ha assalito la scimmia per questo sport ed ho iniziato a recuperare tutto il materiale che potevo.
ABC:Come tutti gli atleti hai bisogno di sponsor, hai già qualcuno o speri di trovarlo a breve Tramite Matteo Spanu, forte atleta sardo, ho iniziato una collaborazione con White Reef, per cui sono promoter per i marchi Tabou e North Sails. Con il mio impegno, sto cercando di consolidare questo rapporto soprattutto per la serietà dimostrata da questa azienda, nell’ambito dello sport che rappresento. ABC:Hai già partecipato a gare ufficiali ? Vista l’assenza di vento a S. Teodoro, ho partecipato ad un evento ufficioso. Non una vera e propria competizione freestyle ma una prova con l’ausilio del GRINCH una barra con verricello motorizzata da terra che con una forte trazione faceva planare la tavola per poi sganciarsi e tentare la manovra più bella. Ci sarebbe voluto un allenamento specifico. Chi ti ha spinto verso le prime manovre freestyle? Ho iniziato con l’entusiasmo di alcuni amici ma la grinta, è arrivata dopo aver iniziato a frequentare Gigi Madeddu che con i suoi consigli e correzioni continue, mi ha indirizzato nel migliore dei modi verso questa disciplina. ABC:Quale è stata la tua prima manovra chiusa completamente? La mia prima manovra, come penso per quasi tutti, è stata la Vulkan; è arrivata dopo tante botte e dopo tante piccole riparazioni alla tavola però, ho esultato talmente tanto che mi è andata via la voce. E’ stata una bella soddisfazione. ABC:Qual è la manovra che vorresti saper fare oggi e quali sono i tuoi obiettivi? Non ho una manovra particolare, prediligo le manovre con il passaggio sottovento della vela e se proprio devo dirne una, vorrei riuscire a realizzare il burner. I miei obiettivi: iniziare a regatare al meglio e confrontarmi con gli atleti più forti. Bene Fabrizio, in bocca al lupo.
Ora avete conosciuto chi decodificherà questo mondo, bello ma un po’ complicato del freestyle. In questo modo abbiamo compiuto il primo passo. Il passo successivo sarà vedere quali sono le attrezzature adatte per iniziare e soprattutto quali sono le condizioni di vento e di mare ideali. Come sempre Fidatevi di ABCWINDSURF
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