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Corso di windsurf lezione 2 PDF Stampa E-mail
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Scritto da Fabio Molinu   
Mercoledì 21 Aprile 2010 08:00

 

corsowindsurf

 

Per il secondo passo di questo percorso per principianti, Antonio, il nostro istruttore di fiducia, inizierà con i primi concetti sull'attrezzatura: la tavola ha una parte anteriore chiamata prua ed una posteriore chiamata poppa proprio come tutte le altre imbarcazioni.Sulla "coperta" (cioè la parte superiore della tavola), abbiamo una feritoia "scassa del piede d'albero", che serve a collegare appunto, attraverso il "piede d'albero, la tavola e la vela. Su alcuni modelli potremo anche trovare una leva che muove un sistema basculante denominato "deriva", azionabile con i piedi, di cui spiegheremo il funzionamento più avanti.


DSCN1952


La parte inferiore della tavola ovvero quella a contatto con l'acqua, si chiama "carena". Anche sulla carena troviamo delle scasse, una a poppa, per la pinna e la scassa centrale, per ospitare l'eventuale deriva. La pinna serve per mantenere la direzione mentre la deriva serve per evitare che la tavola "scarrocci" cioè che si muova lateralmente per effetto della corrente e del vento, inoltre, conferisce alla tavola una maggiore stabilità. Sulla coperta di solito, ci sono dei fermapiede denominati "straps", che servono durante la planata, per cui ne parleremo più avanti ad un livello più avanzato della sezione beginner.

Della vela e di come si arma, ne abbiamo parlato durante lo step precedente quindi inizieremo con il primo esercizio, che molti saltano, ma che, in realtà, serve per avere un approccio più sicuro quando metteremo il rig e tenteremo di navigare per la prima volta.  Mettere la tavola in acqua e tentate di salirvi sopra, cercando di restare in piedi il più possibile, lavorando molto con le gambe e assecondando il movimento del mare.

Prima di inserire la vela, dobbiamo imparare i fondamentali per la navigazione. E' importante capire la direzione del vento, che intuiremo osservando una bandiera, un segnavento.

Sistemazione del windsurf in acqua prima della partenza: mettiamo la tavola perpendicolare al vento con un angolo di 90 gradi. La vela va posizionata sottovento, come si può vedere dalla foto (il segnavento è quello sopra il chiosco di legno).


DSCN1960


Tecnica della partenza in condizioni di acqua calma e con vento leggero: saliamo sulla tavola, con il vento che ci arriva alle spalle, mettendo i piedi in posizione centrale, equidistanti dal piede d'albero, prendiamo la cima di recupero ed in posizione eretta solleviamo la vela appoggiandoci gradualmente indietro, con la schiena dritta.


DSCN1965


Per sollevare completamente la vela dall'acqua tiriamo la cima di recupero alternando entrambe le mani.

Con la mano anteriore andremo a prendere l'albero appena sotto al boma, il braccio è disteso, attendiamo qualche secondo affinché la tavola si metta a 90 gradi rispetto alla vela, in questa fase i piedi sono vicini al piede d'albero.


DSCN1967


Nel caso il mare sia un po' mosso, o comunque ci sia un movimento tale da rendere precario l'equilibrio, possiamo incrociare le braccia ed afferrare direttamente il boma.


DSCN1982


Siamo quasi pronti alla partenza, mettiamo il piede posteriore dietro la deriva, cioè verso poppa, e quello anteriore accanto al piede d'albero.


DSCN1974


Ora afferriamo il boma con la mano posteriore e tiriamo verso di noi (la distanza delle vostre mani sul boma sarà più o meno la stessa della larghezza delle vostre spalle); è la fase in cui la vela subisce la forza del vento che ci consente di partire. In caso di difficoltà, è bene mollare la mano posteriore, quella cioè più vicina alla bugna, lasciando che la vela si apra e si metta in posizione detta a bandiera, riprovare poi ad afferrare il boma.


DSCN1970


Una volta partiti andremo a mettere il piede anteriore dietro al piede d'albero cioè più verso poppa e prenderemo il boma anche con la mano anteriore.


DSCN1975


Per una maggiore stabilità in andatura cerchiamo di appenderci leggermente al boma distribuendo il nostro peso sul piede posteriore. Se state navigando, continuate senza paura, fate attenzione a non allontanarvi troppo, se c'è il vento che porta verso il largo, nel caso contrario, navigate e cercate di prendere più familiarità possibile con il windsurf, provando a spostare avanti e indietro la vela e vedere che effetto fa. Inizierete a vedere le andature, di cui parleremo nel prossimo step.

Bene, a livello teorico, sembra tutto semplice, in realtà bisognerà essere tenaci e superare la fase in cui si cade molto in acqua. Dobbiamo ripetere tante volte gli stessi movimenti, facendo attenzione alla posizione dei piedi e delle mani, basta poco per perdere l'equilibrio. Questo è il momento in cui si deciderà se continuare o no con questo sport e seguire attentamente i consigli di un istruttore, può fare la differenza. Per questo Antonio vi aspetta e sarà felice di darvi altri consigli nel prossimo step su beginner. Un grazie particolare a Savio per le foto.

Fidatevi di ABC.

Ci vediamo in acqua.

Commenti
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Memo (Registered) 2010-01-21 23:38:08

ci fosse stato internet qunado ho iniziato, forse non sarei rimasto la sega che sono :angry:
bell'articolo ragazzi
mpr65 (Registered) 2010-01-26 10:09:21

In mare siamo tutti uguali, c'è chi fa forward, loop, vulcan ma una cosa accomuna tutti: il divertimento. Non importa come surfi, importa che lo fai.
Ogni volta che entri in acqua fai un passo in avanti... sempre. Grazie per leggere ABC.
Ciao
Fabio
Gallico (Registered) 2010-04-21 14:03:29

ho appena concluso il corso istruttori VDWS al lago di garda, e ho "esperienza" nel campo da almeno 6 anni, più tutta la pratica precedente (ho cominciato 12 anni fa, alla tenera età di 10 anni).
ci sono alcune cosette che, per farle benebenebene, bisognerebbe farle in maniera leggermente differente, ma per il resto è un bell'articolo!
mpr65 (Registered) 2010-04-21 23:06:30

Ho letto il tuo commento gentilissimo utente di abc e per questo ti ringrazio anticipatamente anche perché senza critiche non si va avanti in questo mondo però al corso VDWS, al quale abbiamo partecipato anche noi ben 10 anni fa quando la tua era una tenera età, ci hanno spiegato che molti istruttori personalizzano i propri metodi dopo anni di esperienza e probabilmente semplificano la vita ai futuri windsurfisti. La strada va percorsa con umiltà così come in umiltà bisogna diventare perfetti amatori di questo sport. Questo commento di risposta puoi prenderlo come vuoi ma per quello che mi riguarda ha solo un intento: ringraziarti per averci seguito.
marco63m (151.81.147.xxx) 2010-04-21 23:00:43

L'incrocio lo usiamo solo noi vecchietti, quando ho fatto il corso di istruttore mi hanno sconvolto la vita ma l'insegnamento ci ha guadagnato.
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