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Questa rubrica che si rivolge ai neofiti, non ha la presunzione di insegnarvi ad andare in windsurf, questo sport, infatti, si impara con la pratica, in acqua. Noi possiamo darvi dei suggerimenti e magari lasciarne una traccia scritta che potrà anche tornare utile a chi non si ricorda bene qualche dettaglio. Di solito, la prima lezione, verte sui venti, si tratta di un'indicazione essenziale per il futuro surfista, dove si insegna da che direzione arriva il carburante che serve a spingere il nostro motore: la vela. In questo caso, scelgo di iniziare spiegando come si monta il motore, lasciando la lezione sui venti all’istruttore in carne ed ossa. Ricordatevi che una vela montata bene può essere la compagna ideale di una bella surfata, al contrario, se viene montata male può risultare nervosa, rovinandoci una bella giornata ma soprattutto procurarci dolori alle braccia tali da causare la fine prematura della nostra esperienza. Qui potete vedere un rig completo, anche di surfista…! (Foto 1)
Per procedere al montaggio, abbiamo bisogno di verificare che ci sia tutto e che gli accessori siano adatti al rig che dobbiamo armare. Per accessori appropriati, intendo quelli con misure consone ad integrarsi perfettamente tra di loro. Faccio un esempio: se dobbiamo montare una vela da 5 metri quadrati, avremo bisogno di un albero che misura 400 cm., di un boma, la cui lunghezza parta almeno da 155 cm., e di una prolunga da 25 cm. Per verificare le misure che caratterizzano una vela (e di conseguenza per scoprire di che accessori avrete bisogno), dovrete guardare la sacca o la parte inferiore della vela, dove di solito vengono impressi i dati salienti della stessa (Foto 2). Quella che andremo ad armare è una 5.3 mq., come si può leggere (Foto 2),
che monteremo con un albero da 400 cm., come consiglia la casa costruttrice, una prolunga da 35 cm. e un boma che possa raggiungere un'estensione di almeno 173 cm. E’ meglio preparare tutto a priori, ovvero, regolare la prolunga ed il boma a misura, ed unire l’albero, che si presenta di solito in due pezzi separati che si chiamano: base e top (Fig. 3).
Assicuratevi che non ci sia della sabbia o della sporcizia nell’innesto perché potrà rendere difficoltoso separare le due parti dell’albero, una volta terminata la surfata. Per sicurezza, potrete proteggerlo facendo un giro di nastro isolante intorno all’innesto. A questo punto, srotolate la vela, in modo che la tasca dell’albero sia rivolta verso il vento o con un angolo rispetto al vento che non le permetta di volare via (Foto 4).
Inserite l’albero, facendo attenzione a non spingere troppo forte, per evitare di rovinare la tasca della vela (Foto 5).
Assicuratevi che l’albero sia arrivato a fine corsa. Il passo successivo consiste nell'innestare la prolunga all'albero per raggiungere la misura del luff indicata dalla casa costruttrice. Per dirla in parole povere, luff è la lunghezza data da albero e prolunga insieme (Foto 6).
Se avrete fatto tutto correttamente, ora dovrete far passare, nelle apposite carrucole, lo scottino che c’è nella prolunga e poi cazzare (tirare), in modo da fare assumere alla vela un profilo alare (Foto 7-8).
Posizionate quindi il boma sull'albero, serrando la maniglia di chiusura (se si tratta, come nel nostro caso, di un albero RDM, cioè a diametro ridotto, la maniglia, per fare presa, necessiterà di un apposito spessore in gomma a meno che, di diametro, non vi si adatti già da sola) (Foto 9-10).
Anche qui c’è una scottina da cazzare (Foto 11); si trova nella parte posteriore del boma ed è quella che ci darà la possibilità di rendere più o meno piatta la vela, ossia di regolarla per darle più o meno potenza. Attenzione: cazzare troppo o troppo poco questa scottina, condizionerà le performance generali. Per le prime volte cercate un giusto compromesso rendendo la vela nè troppo piatta né troppo panciuta. Quando avrete acquisito più dimestichezza, per questa operazione basterà un semplice colpo d'occhio, anche in relazione dell’intensità del vento.

Perfetto! Se avrete fatto tutto bene, il risultato dovra essere, più o meno questo: (Foto 12) Spero di aver dato un piccolo contributo insieme a Fabrizio Fozzi, alla consolle, e a Giulia Cassanelli, fotoreporter. E’ importante incominciare bene, guardate con umiltà quello che fanno i più bravi, senza vergognarvi di chiedere consigli per apprendere quei piccoli accorgimenti che vi faranno risparmiare energie necessarie per quando sarete in acqua. Ci vediamo al prossimo step di questa rubrica, dedicata a chi si è appassionato al windsurf da poco. Chissà, magari ci vedremo tra le onde tra qualche tempo…!
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